Polpo e mazzancolle al vino bianco

07 febbraio 2024

Ingredienti X 4 p
1 polpo di 1,200/1,500 kg circa
500 g mazzancolle
1 limone
½ bicchiere  di vino bianco
Alloro, prezzemolo
Olio evo
Sale, pepe qb 
Preparazione
Lavare e pulire il polpo senza levare la pelle. Portare a bollore una pentola di acqua salata sufficiente a contenerlo tutto. Quando l’acqua bolle, immergere il polpo e cuocerlo per circa 15 minuti dal bollore. Spegnere il fuoco e lasciarlo raffreddare nella pentola.
Scolare il polpo e metterlo in un piatto, ricoprirlo di olio e aromi, spruzzarlo di vino bianco e di limone. Quando è freddo togliere la pelle, lasciare le ventose, separare i tentacoli e tagliare in quattro la testa.
Nel frattempo sgusciare le mazzancolle, eliminare il filetto nero dell’intestino.
In una larga padella versare dell’olio evo, rosolare una spicchio d’aglio tritato, versare i pezzi del polpo e lasciare che si rosolino, sfumare con il vino bianco, la marinatura e dell’altro limone, portando a cottura.
Quando il polpo sarà tenero, aggiungere le mazzancolle e alzare la fiamma, cuocere per pochi minuti , spolverare con del prezzemolo tritato a piacere e servire subito.

 

Civil War. Riflettiamoci …

Questo film è da vedere per più motivi: è molto vero nelle varie fasi della vicenda di giornalisti inviati di guerra che non fermano i loro click davanti all’orrore delle guerre e ai pericoli enormi in cui vanno incontro sfidando il destino per raggiungere il loro scopo finale e cioè informare la gente con prove concrete prese direttamente sugli scenari raccapriccianti, inoltre la trama del film è immaginaria ma potrebbe essere reale se pensiamo alle tante guerre civili che si susseguono nel mondo, poi se il Paese in oggetto sono gli Stati Uniti che si dividono in una guerra fratricida ribellandosi al Presidente, l’invito a riflettere sulle conseguenze è allarmante. Il regista Alex Garland ci porta con perizia, in maniera cruda in varie situazioni e , anche grazie al sonoro, ci fa vivere momenti di terrore ed elettrizzanti, facendo stringere lo spettatore alle vite dei protagonisti della storia che sono giornalisti che credono profondamente nella loro mission, pur essendo persone con proprie storie, con propri sentimenti, con propri caratteri, coraggio e paura ma con l’intento di mantenersi imparziali nel mostrare a tutti la verità: guerra è morte e dolori, guerra civile lo è di più. Ottimi gli interpreti, in particolare: Kirsten Dunst, Wagner Moura, Cailee Spaeny, Stephen McKinley Henderson … Grande la fotografia, i primi piani che mettono in risalto pensieri e sentimenti, i paesaggi. Colonna sonora non assillante come invece il suono protagonista fatto di spari e bombardamenti … Un film, questo, che subito fa capire che non si è in una fiaba e fa riflettere tanto. Una nota: forse perché siamo in un periodo di guerre vicine e la gente vuole distrazioni leggere e non vuol pensare, in sala eravamo non più di una decina … Peccato: c’era da imparare oltre l’eroismo dei reporter su democrazia e libertà d’informazione.

foto da internet

Il Bel Paese. Basta!

Avrò dormito male, ma stamattina mi sono svegliato con questo grido: BASTA!

Non voglio più essere preso in giro, non voglio più sentire che vivo nel Bel Paese dove tutto va bene, dove siamo tra i primi nel mondo, dove viviamo in un’Europa capace di sedersi al tavolo delle grandi potenze, dove siamo antifascisti, antirazzisti, dove abbiamo creatività e grandi progetti, dove infrastrutture, sanità, assistenza sociale, sistema scolastico, giustizia … sono orgoglio, dove qualità dei servizi e sicurezza sono parte importante di quel lavoro che è alla base della nostra Costituzione, dove c’è libertà di pensiero, di satira, di informazione.

Basta! Ormai ho la barba bianca e non sopporto più di essere preso in giro da politici che fanno gli attori raccontandoci favole o addirittura comici senza stoffa, ignoranti ma con una faccia tosta di fronte alle gaffe,  alle accuse di corruzione, di abusi di potere … Basta!

Non voglio sentirmi dire: “Datti da fare, cerca di cambiare le cose”. Io da solo? Io che mi vedo circondato da persone che si illudono di vivere bene tuffandosi nei centri commerciali, vantandosi del proprio cellulare o dell’auto di ultima tecnologia, di portare abiti e scarpe di marca, di scrivere sui social pensieri scopiazzati senza un minimo di pensiero personale, di pubblicare foto e video privi di messaggi culturali o con qualche “valore” o, peggio,  mostrarsi in porcherie che accumulano milioni di MI PIACE, io – dicevo – dovrei cambiare questo sistema dove cercano di fregarti in ogni modo, dove non c’è educazione, rispetto, valore morale, dove non si riesce ad ottenere un appuntamento per una visita nel “meraviglioso sistema sanitario pubblico italiano” se non pagando visite private dove, spesso, medici frettolosi e infastiditi ti guardano non come “paziente” ma come “bancomat”, dove per fare un passaporto devi prenotarti mesi prima e attendere 70 giorni per entrarne in possesso, dove sei in un ufficio o negozio ed entrando ti danno il “lei” mentre a quello dopo di te, di colore, gli danno il “tu”, dove una coppia o una donna non sono liberi di decidere le proprie scelte, dove non si sa più difendere i propri diritti, fare i propri doveri, convivere civilmente, dove si parla tanto ma poco si fa per difendere l’ambiente, la salute, la sicurezza, la difesa dei minori e dei deboli, la pace …

Io cosa posso fare? Da giovane ho anche cercato di far sentire la nostra voce, ma oggi i giovani li vedo “distratti” anche se credo nelle loro potenzialità. Negli anni ho visto solo peggiorare la qualità della vita. Mi si dice: “Ricorda tutto ciò quando vai a votare”. Già: ho sempre creduto negli ideali, nei valori insegnati dai miei genitori nel credo della democrazia, della libertà, del rispetto e ho sempre votato convinto  per anni e anni, ma oggi il pensiero mi corrode: votare per quale Partito? Per quale politico? Partiti tutti alla conquista del Premio al Miglior Bla Bla Bla. Politici che non possiamo scegliere, che non conosciamo, che ci vengono imposti, quasi tutti arrivisti, incoerenti, disonesti …

Cosa conta il mio voto? Basta, per favore! O, come popolo di Navigatori, ci svegliamo riportando la rotta dell’Italia verso “valori reali e sinceri” oppure, come popolo di Poeti, riportiamo il Paese verso la bellezza, la Natura, gli affetti, l’amore o, infine, come popolo di Santi, chiediamo ai nostri colleghi di lassù di fare miracoli. Allora, solo allora,  potrò votare serenamente … Ma sarà troppo tardi per me.