{"id":166,"date":"2010-06-09T18:28:08","date_gmt":"2010-06-09T16:28:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gents.it\/blog\/?p=166"},"modified":"2020-05-18T11:26:36","modified_gmt":"2020-05-18T09:26:36","slug":"lavoro-laureati-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gents.it\/blog\/lavoro-laureati-crisi.html","title":{"rendered":"Il lavoro dei laureati in tempo di crisi"},"content":{"rendered":"<p>Oggi ho partecipato al Convegno in cui \u00a0<strong>sono stati presentati<\/strong> i risultati del Progetto SPECULA Lombardia, finanziato da Camera di Commercio di Milano e Unioncamere Lombardia e realizzato da esperti dell\u2019Area Ricerca Formaper. L\u2019attuale \u00e8 il quarto anno del progetto che ha lo scopo di monitorare i percorsi occupazionali dei laureati lombardi degli anni 2006-2008 nel corso del 2007-2009.<\/p>\n<p>Fonti sono stati i data base amministrativi :<\/p>\n<p>a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dei laureati dell\u2019Universit\u00e0 lombarde<\/p>\n<p>b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 delle comunicazioni obbligatorie di avviamento e cessazione rapporti delle Province lombarde<\/p>\n<p>c)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio della Lombardia.<\/p>\n<p><strong>Si \u00e8 rilevato che<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>la crisi ha ridotto o ritardato l\u2019inserimento dei laureati pi\u00f9 recenti, esclusi da interventi di sostegno<\/li>\n<li>i giovani ad alta qualifica hanno resistito meglio di quelli a bassa qualifica, anche se il tasso di disoccupazione \u00e8 aumentato dal 7 al 10,8% tra 2008 e 2009<\/li>\n<li>nello stesso periodo il tasso di disoccupazione dei giovani con et\u00e0 minore a 30 anni \u00e8 passato da 11,4 a 15,1%<\/li>\n<li>Il tasso dei giovani laureati che hanno avuto un contratto di collaborazione o stage nell\u2019anno successivo alla laurea \u00e8 passato da 66,7 % nel 2008 per laureati 2007 a 63,5% per laureati 2008 nel 2009<\/li>\n<li>A fronte di un 20% dei laureati 2008 con un\u2019occupazione stabile nel corso del 2009, il 40% \u00e8 prevalentemente occupato ma non stabilmente, il 20% \u00e8 stato occupato saltuariamente per meno di 6 mesi e il restante 20% non ha registrato situazioni di lavoro.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In quali settori ci sono state meno assunzioni?<\/p>\n<ol>\n<li>Industria, principalmente meccanica<\/li>\n<li>Informatica<\/li>\n<li>Finanza<\/li>\n<\/ol>\n<p>Invece sono aumentate in:<\/p>\n<ol>\n<li>Area servizi sociali e personali (su questo dato influisce, per\u00f2, un\u2019anomala crescita nell\u2019istruzione che ha visto un esodo massiccio in vista dell\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 pensionabile femminile \u2026) con l\u2019inserimento del 39% dei laureati occupati<\/li>\n<li>Terziario tradizionale ( commercio, turismo, trasporti) con l\u2019inserimento del 13% dei laureati occupati.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00a0<strong>Cause:<\/strong> La struttura produttiva nazionale \u00e8 molto frammentata, c\u2019\u00e8 specializzazione in settori maturi, la ricerca e lo sviluppo sono quasi a zero.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 spiega anche una diminuzione di inserimenti dei laureati in ingegneria, che restano comunque pi\u00f9 richiesti rispetto a lauree umanistiche e politico-giuridico-sociale.<\/p>\n<p>Sono state inoltre sfavorite le lauree triennali a fronte di richieste di risorse pi\u00f9 formate che garantiscono maggior ritorno dell\u2019investimento.<\/p>\n<p>Va bene il settore delle lauree relazionali e creative (comunicazione, styling, design \u2026), settore per\u00f2 meno attento allo specifico indirizzo di studio, che paga poco e offre lavori occasionali che non formano per una spendibilit\u00e0 altrove.<\/p>\n<p>Nell\u2019incertezza, le Imprese riducono le assunzioni e se assumono lo fanno offrendo contratti a tempo determinato \u00a0o intermittenti o a chiamata e specialmente con collaborazioni e tirocini (stage).<\/p>\n<p>Tipologie, queste che offrono poca tutela e meno diritti dei lavoratori<\/p>\n<p>Diminuiscono anche i contratti di apprendistato e inserimento che chiedono investimenti per la formazione.<\/p>\n<p>Spesso le Aziende impongono il lavoro autonomo: \u00e8 un escamotage per pagare solo la prestazione e scaricare sul giovane laureato costi di contributi e rischio d\u2019attivit\u00e0 d\u2019impresa.<\/p>\n<p>Nei dati ci sono poi aperture di Partita IVA che non corrispondono ad un effettivo lavoro: se ne apre una sperando di trovare clienti e la si mantiene aperta anche quando le commesse sono scarse\u2026<\/p>\n<p>Il fatto che oltre ad Aziende di editoria, dei media, dell\u2019Universit\u00e0, anche le alimentari, la moda, la chimica, il mobilio e quindi le manifatturiere stanno facendo contratti a tempo determinato o tirocini e collaborazioni fa capire che ci\u00f2 non \u00e8 per un\u2019esigenza di flessibilit\u00e0 e adattamento ai servizi ma per la strategia difensiva per ridurre i costi riversando su lavoratori outsider le pressioni che non possono essere scaricate sugli insider.<\/p>\n<p>La <strong>retribuzione media netta<\/strong> di un collaboratore a progetto \u00e8 inferiore alla met\u00e0 di quella di un dipendente e anche i redditi da lavoro professionale autonomo sono bassi.<\/p>\n<p><strong>Punti di evidenza<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>Dei laureati che hanno trovato occupazione, pochi lavorano con continuit\u00e0<\/li>\n<li>La flessibilit\u00e0 \u00e8 confermata dall\u2019esame dei contratti fatti e cresce al crescere della specializzazione e c\u2019\u00e8 un alto numero dei contratti non tutelati<\/li>\n<li>I redditi mensili dei contratti a tempo indeterminato e determinato sono abbastanza simili ed il picco si ha intorno ai 1200-1500 euro, molto lontano e pi\u00f9 bassi, con picco intorni ai 500-700 euro, sono quelli Co.pro e co.co.co, tirocini, ecc.<\/li>\n<li>Le maggiori opportunit\u00e0 occupazionali sono legate al terziario e nelle PMI (Piccole medie Imprese)<\/li>\n<li>Maggiore occupazione \u00a0e coerenza tra studi e lavoro, offrono le lauree legate all\u2019Istruzione, alle professioni infermieristiche (prevenzione e riabilitazione), all\u2019economia e quelle matematico-ingegneristiche.<\/li>\n<li>\u00a0Meno coerenza, ma comunque occupazione, offrono le aree umanistica e culturale , creative, scienze della comunicazione e psicologia<\/li>\n<li>Basso tasso di avviamento occupazionale e bassa percentuale di occupazione prevalente offrono le aree delle professioni liberali come medicina, architettura, giurisprudenza, veterinaria, quelle di fisica, biologia, scienze dell\u2019alimentazione, scienze dei materiali, e l\u2019area delle Scienze politiche e economia delle amministrazioni pubbliche.<\/li>\n<li>I lavori instabili coinvolgono pi\u00f9 donne che uomini.<\/li>\n<li>Col passare del tempo i contratti peggiorano<\/li>\n<li>Col passare del tempo aumenta la percentuale di laureati stabilizzati, ma anche quella di chi \u00e8 escluso o relegato alla precariet\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<strong>Cosa succede allora?<\/strong> Una parte dei laureati dopo il primo anno ha un lavoro indeterminato, ma se ci\u00f2 non avviene, la sua situazione diventa sempre pi\u00f9 difficile per l\u2019arrivo di laureati pi\u00f9 \u201cfreschi\u201d e resta ancorata a situazioni instabili.<\/p>\n<p><strong>Rimedi? <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Investire su una formazione di base forte anche con non spinta specializzazione, che aiuti a inserimenti di vario tipo<\/li>\n<li>Il sistema economico deve guardare ai laureati come risorsa da valorizzare per guadagnare in efficienza e competitivit\u00e0<\/li>\n<li>Un terziario di maggiore qualit\u00e0 dovrebbe trovare sviluppo con l\u2019inserimento di laureati flessibili culturalmente ed aggiornati<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Una riflessione<\/strong>: l\u2019indagine Stella 2005 -2007 sui giovani con dottorato di ricerca, dice che il 13% dei lombardi lavora all\u2019estero e che il 63% di essi giudicano il dottorato non utile per entrare nel mondo del lavoro e raccontano di attivit\u00e0 instabili, con limitate prospettive e basse retribuzioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi ho partecipato al Convegno in cui \u00a0sono stati presentati i risultati del Progetto SPECULA Lombardia, finanziato da Camera di Commercio di Milano e Unioncamere Lombardia e realizzato da esperti dell\u2019Area Ricerca Formaper. 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