{"id":4816,"date":"2013-10-24T09:40:44","date_gmt":"2013-10-24T07:40:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gents.it\/blog\/?p=4816"},"modified":"2013-10-24T09:40:44","modified_gmt":"2013-10-24T07:40:44","slug":"sapori-dinfanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gents.it\/blog\/sapori-dinfanzia.html","title":{"rendered":"Sapori d&#8217;infanzia &#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una persona del quartiere dove ho vissuto la giovinezza ha messo su Facebook il seguente link. L<span style=\"color: #373737; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; line-height: 24px; text-align: justify;\">&#8216;amico Gennaro Marquez ha, poi, scritto: &lt;<\/span><span style=\"color: #373737; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 15px; font-style: normal; line-height: 24px; text-align: justify;\">Ricordo che &#8220;Giuvanne &#8216;o femmenello&#8221; scambiava coppetielli di lupini in cambio di quaderni di scuola usati. E poi c&#8217;era il grande Club Nettuno di fianco a Francischiello a Mare!&gt;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 15px; text-align: justify;\">Aggiungo: <em>Capirete cosa significhi per uno che vive lontano dal quartiere da 35 anni leggere le note e vedere le foto inserite nel post. Ed \u00e8 vero che in tutto ci\u00f2 brillava il Club Nautico Nettuno che tent\u00f2 di portare una luce di sport, cultura, , divertimento e satira con gli spettacoli di cabaret de I Pi\u00f9 e Meno,\u00a0<\/em><\/span><em style=\"color: #373737; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 24px;\">impegno per il risanamento della zona e progetti di miglioramento<\/em><em style=\"font-size: 15px;\">. Fermarsi all&#8217;angolo tra piazza Pacichelli (Municipio) e v. Tarallo era un continuo incontrarsi tra noi giovani, dibattiti e idee fantasiose, \u00a0una finestra su ci\u00f2 che ci avveniva intorno: persone, venditori, contrabbandieri, ragazze da corteggiare,ragazzini che giocando al pallone rompevano i lampioni della Chiesa del Carmine facendo arrabbiare &#8216;o Priore &#8230; Spettacoli di una vita quotidiana che ricorder\u00f2 per sempre. Grazie per questo post:<\/em><\/p>\n<h1><span style=\"font-size: small;\"><strong><em>I<span style=\"font-size: medium;\"> sapori della mia infanzia a San Giovanni a Teduccio<\/span><\/em><\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0 &#8211;<\/span>\u00a0<span style=\"font-size: small;\"><strong style=\"font-size: 15px; text-align: justify;\">\u00a0<strong>di Marina Alaimo<\/strong><\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Desideravo da tempo, troppo tempo, rivedere la mia vecchia scuola elementare, e siccome mi rincorreva nei sogni da diversi mesi, mi sono decisa ad andare a cercarla.\u00a0 E\u2019 un istituito di suore, il Caterina Volpicelli, la difficolt\u00e0 per\u00f2 stava nel recarmi nel mio quartiere di origine, San Giovanni a Teduccio,\u00a0 un quartiere difficile di Napoli che rifiuto ormai di percorrere, forse perch\u00e9 mi vergogno di esserci nata.<\/span><\/p>\n<div id=\"p_entry\">\n<div id=\"attachment_37266\"><a title=\"Le caramelle ci\u00f9 ci\u00f9\" href=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/ok2.jpg\" rel=\"fancybox\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Le caramelle ci\u00f9 ci\u00f9\" src=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/ok2-e1328292492387.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" data-lazy-loaded=\"true\" \/><\/a><span style=\"font-size: small;\">Le caramelle ci\u00f9 ci\u00f9<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Oggi \u00e8 molto diverso, pi\u00f9 brutto che mai, ha perso totalmente la sua identit\u00e0 che ho ricercato nei miei ricordi, affiorati vorticosamente uno dopo l\u2019altro in maniera quasi soffocante, a tratti piacevoli, a tratti crudeli. Varcata la soglia del grande portone che introduce alla vecchia scuola, tenuta ancora molto bene, l\u2019odore della cucina delle suore ha acceso con vigore i ricordi, sanno di buono, di pulito, di grida gioiose negli ampi spazi dedicati alla ricreazione, di amaro per le severe punizioni che impartivano, orecchie d\u2019asino e faccia al muro sono state un\u2019umiliazione che ho vissuto e mai pi\u00f9 dimenticato.<\/span><span style=\"font-size: 15px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_36543\"><a title=\"Pasta e patate, un dettaglio\" href=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/404710_2544484138631_1449587453_32018453_943082363_n-e1327139780680.jpg\" rel=\"fancybox\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Pasta e patate, un dettaglio\" src=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/404710_2544484138631_1449587453_32018453_943082363_n-e1327139780680.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"522\" data-lazy-loaded=\"true\" \/><\/a><span style=\"font-size: small;\">Pasta e patate, un dettaglio<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Ho risentito il profumo della pasta e patate, della pasta e lenticchie, del sugo da mettere sui maccheroni, sempre scotti,\u00a0 preparato con amore dalla suora che si dedicava alla cucina, grassa e buonissima, la suora,\u00a0 aveva sempre una carezza ed un sorriso\u00a0 per tutti e se veniva gi\u00f9 qualche silenzioso lacrimone, perch\u00e9 la voglia di rientrare a casa era ormai insostenibile, tirava fuori da una delle tante tasche qualche caramella consolatoria, alla menta o all\u2019orzo. Uscendo dalla scuola mi sono decisa a rifare il percorso che andava da casa all\u2019istituto, ed i ricordi sono stati indotti soprattutto dalle soste che facevo lungo la strada per comprare qualcosa da mangiucchiare.\u00a0 Ecco o\u2019 vasc\u2019 e Carmilina (il basso di Carmela): era scuro, povero e sporco, ma sulla porta di entrata che dava direttamente sulla strada, su un piccolo banco di legno erano esposte caramelle e dolciumi di tutti i tipi, insieme a pochi e coloratissimi giocattoli. Lei era una vecchietta dai folti capelli bianchi, sempre sola, con occhiali spessi e tanta voglia di chiacchierare per ammazzare la solitudine. Carmilina buon giorno, io voglio 200 lire di ci\u00f9 ci\u00f9, le caramelle gommose colorate ricoperte di zucchero che si appiccicavano sempre ai denti, ma buonissime, poi qualche bastoncino di liquirizia, due cremini, ed un bastoncino di zucchero colorato. E cos\u00ec masticavo per un bel po\u2019 quelle delizie,\u00a0 causa frquente di fastidiose carie per i bambini del quartiere. Nell\u2019angolo pi\u00f9 avanti, all\u2019uscita della scuola, non mancava mai l\u2019apetta di Ermenegildo, una sorta di friggitoria ambulante che raramente si riesce ancora a vedere in giro per i quartieri di Napoli, quelli popolari ovviamente, negli altri costituiscono ormai un elemento di disturbo. Invece era un\u2019espressione divertentissima del cibo da strada napoletano, sempre seguito da un grido di richiamo che noi bambini rincorrevamo per consolarci dalle lunghe ore seduti ai banchi di scuola.<\/span><span style=\"font-size: 15px;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_37274\"><a title=\"Frittatina di pasta\" href=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/frittatina-di-pasta.jpg\" rel=\"fancybox\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Frittatina di pasta\" src=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/frittatina-di-pasta-e1328308716761.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"452\" data-lazy-loaded=\"true\" \/><\/a><span style=\"font-size: small;\">Frittatina di pasta<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Zeppole, panzarotti, scagnozzi, frittatine di maccheroni, pall\u2019 \u2018e ris\u2019, pizza fritta ripiena di ricotta e cicoli,\u00a0 comprati con poche lire e divorati nonostante fossero bollenti, di nascosto di mia madre che me lo vietava categoricamente perch\u00e9 diceva che quella frittura fosse poco affidabile.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_37267\"><a title=\"Pizza fritta - foto Monica Piscitelli\" href=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/pizza-fritta-salvo-foto-m-p.jpg\" rel=\"fancybox\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Pizza fritta - foto Monica Piscitelli\" src=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/pizza-fritta-salvo-foto-m-p-e1328292724455.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" data-lazy-loaded=\"true\" \/><\/a><span style=\"font-size: small;\">Pizza fritta &#8211; foto Monica Piscitelli<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Procedendo oltre, rivedo \u2018o vasc\u2019 e Juanninella, personaggio singolarissimo, viveva nella miseria pi\u00f9 nera, anche lui viveva solo, era gay, ma in questo quartiere si diceva femminiello, era un pezzo di omone forzuto,\u00a0 si truccava gli occhi con ombretto celeste o verde, come andava di moda negli anni \u201970. Juanninnella spingeva un grosso carretto che si era costruito da solo, dotato di un fischio a vapore che faceva suonare di continuo per avvisare la gente del quartiere che era arrivato con il suo carico variopinto di \u201cspassatiemp\u201d. Chi non \u00e8 napoletano non pu\u00f2 sapere di cosa si tratti, \u00e8 un insieme di frutta secca, ceci tostati, noccioline, semi di zucca, lupini gialli, castagne del prete, che la gente del popolo amava sgranellare e sgranocchiare a fine pasto, soprattutto la domenica, per allungare oltremisura la sosta a tavola fatta di chiacchiere accese, canzoni napoletane e numerosi bicchieri di vino, rigorosamente sfuso e acquistato nella bottega \u201cvini e olii\u201d, ben animata e diventata un punto di incontro per le persone del luogo.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_37269\"><a title=\"pizza margherita\" href=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/pizza-napoletana.jpg\" rel=\"fancybox\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"pizza margherita\" src=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/pizza-napoletana-e1328293144684.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"466\" data-lazy-loaded=\"true\" \/><\/a><span style=\"font-size: small;\">pizza margherita<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00a0Al suono del fischio di vapore seguivano numerose calate di panieri legate a lunghe corde che le donne srotolavano velocemente dai loro balconi ordinando a gran voce la quantit\u00e0 e la variet\u00e0 di spassatiemp\u2019 da mettere a tavola. Circa un chilometro pi\u00f9 avanti raggiungo il vicolo della Marina, si perch\u00e9 questo quartiere costeggia il mare e le spiagge vulcaniche sono nere e sempre sporche. Era abitato perlopi\u00f9 dai contrabbandieri di sigarette, personaggi importanti e rispettati nel quartiere, ma purtroppo anche dalla mia insegnante di pianoforte, Miriam. Mi recavo da lei due volte alla settimana, nel primo pomeriggio, avevo circa otto anni, ero ben vestita venendo da una famiglia agiata, sotto il braccio i miei libri di musica ed in mano il sacchetto con i dolciumi comprati da Carmilina. Ovviamente con quell\u2019aspetto pulito e signorile non ero affatto accettata dai figli dei contrabbandieri, che avevano imparato i miei orari di lezione ed ormai mi aspettavano puntuali al varco. Per prima cosa mi rubavano le caramelle, poi gi\u00f9 una serie di parolacce irripetibile e gestacci estremamente volgari,\u00a0 minacciando di suonarmele di santa ragione. Per quanto abitassi quel quartiere e fossi alquanto capace di difendermi da sola, anche scendendo alle mani al momento giusto, in quel tratto di strada estremo erano in troppi e non mi rimaneva che farlo a gambe levate sperando che non mi raggiungessero.\u00a0 Non l\u2019ho mai raccontato ai miei genitori perch\u00e9, se c\u2019era una cosa che avevo imparato tra quei vicoli, era certamente\u00a0 di dovermela sbrigare in prima persona, ma dopo due anni di quello strazio,\u00a0 decisi comunque di abbandonare le lezioni di pianoforte. Poi me ne sono pentita amaramente per tutta la vita. Ho un altro ricordo fortissimo legato ai contrabbandieri del mio quartiere, gli inseguimenti via mare dei loro grossi motoscafi blu da parte delle motovedette della Guardia di Finanza.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_37268\"><a title=\"frittata di maccheroni\" href=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/frittataarruscata.jpg\" rel=\"fancybox\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"frittata di maccheroni\" src=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/frittataarruscata-e1328292843448.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" data-lazy-loaded=\"true\" \/><\/a><span style=\"font-size: small;\">frittata di maccheroni<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Erano piuttosto frequenti ed estremamente spettacolari, sempre diretti dall\u2019alto da un elicottero. Io ed i miei fratelli li osservavamo molto divertiti dal balcone panoramico della nostra casa al settimo piano, avevo anche scelto una colonna sonora che puntualmente mettevo su nel mio mangiadischi arancione, Zum Zum Zum, un vecchio quarantacinque giri di mia madre. Ovviamente facevamo il tifo per i contrabbandieri che percorrevano avanti ed indietro per ore il golfo di Napoli, buttando una ad una a mare le casse di sigarette per cercare di andare pi\u00f9 veloce, ma\u00a0 ,come sempre, una volta finito il carburante, venivano affiancati dalla Finanza e tratti in arresto.\u00a0 Ecco la pizzeria dei Salvo, quella \u00e8 ancora\u00a0 qui, ma \u00e8 pi\u00f9 curata ed accogliente, ci andavo con qualche amica la domenica una volta uscite dalla messa, compravamo una pizza margherita, piegata in quattro ed avvolta nel classico foglio di carta paglia, accompagnata da una bottiglietta di gazzosa gustata fino all\u2019ultima goccia rumorosamente tirata su con la cannuccia.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_37270\"><a title=\"panzarotto\" href=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/croquetdipatate-480x360.jpg\" rel=\"fancybox\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"panzarotto\" src=\"http:\/\/www.lucianopignataro.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/croquetdipatate-480x360-e1328293295196.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"525\" data-lazy-loaded=\"true\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">panzarotto<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>E poi il bar Pilla, dove i miei genitori mi vietavano severamente di entrare, ma per me il divieto suonava spesso come un irresistibile invito. L\u00ec ci si trovava gente di tutti i tipi, ricordo che siamo in un quartiere caldo, la lingua parlata era rigorosamente il dialetto ed a me piaceva da morire osservare quelle persone cos\u00ec pittoresche e colorite che, pur vivendo le stesse strade e piazze, appartenevano ad un mondo totalmente diverso dal mio.\u00a0 Non mancavano ovviamente i contrabbandieri che la domenica, secondo canoni molto personali, si vestivano con cura: camicia sbottonata per sfoggiare le loro grosse catene d\u2019oro appese al collo, corredate dall\u2019effige del Volto Santo o del crocifisso, le maniche degli abiti erano tenute su per mostrare i tatuaggi ed erano\u00a0 pronti ad offrire numerosi caff\u00e8 all\u2019entrata di tizio o caio, un po\u2019 per mostrarsi generosi, un po\u2019 per ostentare un certo benessere. Io compravo\u00a0 un gelato alla fragola e limone con il quale puntualmente mi battezzavo il vestito della domenica.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una persona del quartiere dove ho vissuto la giovinezza ha messo su Facebook il seguente link. L&#8216;amico Gennaro Marquez ha, poi, scritto: &lt;Ricordo che &#8220;Giuvanne &#8216;o femmenello&#8221; scambiava coppetielli di lupini in cambio di quaderni di scuola usati. 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