Ormai sappiamo che, periodicamente, vengono divulgate statistiche che scoprono l’ovvietà. Ciò che stupisce è la grande enfasi da parte dei media e l’intervento ridicolo di politici e commenti facili di opinionisti. E iniziano sfilate su pagine di giornale e tutte le trasmissioni televisive, dibattiti infiniti per riempire buchi di palinsesti, ormai privi di programmi di qualità. Ogni tanto l’italiano medio viene messo a conoscenza di novità che a Lui sono note da anni. Il fatto che, già nel 2009, gli stipendi dei lavoratori italiani sono nettamente inferiori a quelli della media europea, lo abbiamo appurato viaggiando sia nei Paesi che nella “rete”. Non siamo un popolo di analfabeti e gli scambi d’informazioni su social network o su passaparola ci rendono edotti: da anni questo Paese tra i primi industrializzati al mondo secondo alcuni, è invece uno dei più poveri. Noi sappiamo tante cose, eppure, man mano, gli esperti statistici scopriranno che i prezzi in Italia, con l’arrivo dell’euro, non sono stati controllati, che il welfare non aiuta i giovani in cerca di lavoro, che i Sindacati trascurano i precari e Confindustria chiede pensionamenti a settant’anni mentre le Aziende invitano i cinquantenni a rimanere a casa … Poi ci sarà la grande scoperta: pensioni da 500 euro e stipendi precari da 700 o fissi da 1200 euro non assicurano il benessere. Lascerà a bocca aperta scoprire il posizionamento italiano su evasione fiscale, costo e interessi dei conti bancari, corruzione della politica, eccetera … A quando la statistica sullo stato di noi, genitori di una certa età, che paghiamo ancora il mutuo della prima casa, vissuta senza scopo di lucro, per cui pagheremo l’IMU? Quando sapremo che noi sognavamo di realizzare con la liquidazione almeno uno solo tra i desideri della vita e che, a differenza di tedeschi, svedesi, francesi, dobbiamo rinunciarci e anche volentieri, per aiutare i nostri figli senza futuro e senza sogni? Una statistica sulla pazienza degli italiani sarebbe opportuna e, forse, saremo i primi!
Archivio mensile:Febbraio 2012
Carnevale?
Turismo amaro
La mia amica Daniela, di Roma, ha segnalato:
“Ieri sono stata turista nella mia città. Tra le altre cose ho visitato San Pietro in Vincoli, il Mosè di Michelangelo che è sempre un’esperienza! Volevo però raccontare un particolare: Per ammirare l’opera bisogna “chiedere” l’accensione di alcuni faretti con 50 centesimi. E fin qui tutto ok! Indovinate quanto dura l’illuminazione??? 30 SECONDI. Quindi per poter vedere con tranquillità una tale meraviglia almeno 3 euro!!! Con quello che intascano solo con i faretti del Mosè ci finanziano l’energia di tutta la canonica compreso il riscaldamento elettrico, volendo. CHE VERGOGNA”.
Io penso che sia un vero peccato: l’Italia dovrebbe vivere sanando tutti i suoi debiti col Turismo, ma non sappiamo organizzarci e gestire le cose con serietà … Nel caso segnalato da te sarebbe stato sufficiente far pagare un biglietto d’ingresso a prezzo ragionevole che comprendesse la visita completa e per tutto il tempo necessario: il Mosè è un vero capolavoro, ma tutta la Chiesa merita…
