Tonnarelli con asparagi gamberi e grani di pistacchio

Ingredienti per 2 persone
160 g Tonnarelli
6 gamberoni grossi
300 gr punte di asparagi
2 cucchiai di pistacchi tritati
½ scalogno
1 sp. aglio
Olio evo qb
Sale, pepe, qb 
Preparazione
Pulire e sbollentare gli asparagi; tenere da parte un po’ delle punte vere e proprie e frullare il resto.
Svenare i gamberoni, risciacquarli con acqua corrente e asciugarli con carta assorbente.
In una larga padella che possa contenere anche la pasta, rosolare lo scalogno tritato, lo spicchio d’ aglio in camicia (da togliere poi). Aggiungere la crema di asparagi, mescolare delicatamente e solo 2 minuti prima di versare la pasta aggiungere i gamberoni e qualche cucchiaio di acqua.
Cuocere i tonnarelli n abbondante acqua salata, scolarli al dente e versarli nella padella, mescolando delicatamente e lasciando insaporire.
Impiattare decorando con le punte tenute da parte e i grani di pistacchio, servire subito.

Angela Gentile 25 maggio 2019

Martin Eden: il pane e il sugo …

Può un romanzo del 1909 scritto da Jack London, diventare un film di attualità, da gustare e assorbire? “Martin Eden”, lo dico subito, è un bel film, appena presentato a Venezia, che evidenzia come un giovane non istruito, costretto dalla condizione familiare a lavorare fin da bambino, possa con la forza di volontà e quella dell’amore, evolvere le sue conoscenze e la sua personalità, facendo trionfare la cultura sull’individualismo materiale, sognando, come l’autore del romanzo e il regista stesso di questo film, Pietro Marcello, di cambiare con la testardaggine la propria vita e da quasi analfabeta tentare di essere uno scrittore. Come al solito, non illustro la trama, e mi limito a dire che il film insegna allo spettatore molti concetti e aspetti della vita personale, degli affetti e dell’amore, della vita sociale e politica che incontriamo nel quotidiano senza, forse, farci caso. E l’aiuto verso i meno abbienti, verso ideali ritenuti giusti, come il socialismo di quei tempi, verso i “diversi” fa da sottofondo alla storia del giovane Eden. Come l’ambientazione a Napoli, che  il regista ha scelto, essendo luogo ricco di contrasti, di povertà, fantasia, orgoglio, voglia di riscatto, sempre cangiante … una città che rappresenta il “mondo”.  Bello il montaggio di spezzoni di film d’epoche passate,  inseriti nella pellicola con maestria, evidenziando passato e presente, come stupenda è la colonna sonora che alterna brani di canzoni italiana con  quelli di Debussy, maestro del simbolismo musicale. Buona la scelta degli attori d’esperienza napoletani: Autilia Ranieri, Gaetano Bruno, la stupenda Carmen Pommella.  Carlo Cecchi, Marco Leonardi e tanti altri contribuiscono con sicurezza per dar forza ai loro personaggi. Un po’ scialba Jessica Cressy, più avvincenti le altre donne, anche quelle con poche parti … Una menzione straordinaria a Luca Marinelli che vedevo già da tempo (esempio nei panni di Fabrizio de Andrè, nella fiction o in La grande bellezza …) come attore promettente, in crescita continua, intenso e penetrante nei personaggi da interpretare e nella loro mente, oggi veramente grande e con grande piacere, tornando a casa, ho scoperto che alla Mostra del cinema di Venezia ha vinto il Premio Volpi come miglior attore: una volta tanto, un premio al vero merito … Per finire, ho segnato una frase che mi ha colpito per la sua attualità: quando il protagonista spiega a tavola, davanti a un piatto di maccheroni, l’importanza delle conoscenze, dice ”  … se il pane è l’istruzione e il sugo la povertà, bagnando il pane nel sugo, la povertà sparisce…”. Pensateci.

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