Capita che la Chef di casa prepari un piatto che fa parte dei nostri menù e capita che abbia preparato qualche ingrediente per altre portate … ed ecco che con la mia fantasia (o golosità???) mi invento qualcosa per cambiare. Avevamo a portato di mano le melanzane grigliate ed ecco fatto:
Spaghetti cipolle e pecorino
Ingredienti x 2 p
200 g spaghetti
400 g cipolle
100 g pecorino
Olio evo, sale, pepe, q.b.
Preparazione
Tagliare a fettine piccole e sottili le cipolle e farle stufare in olio evo in un largo tegame che possa contenere anche la pasta. Salare, pepare e portare a cottura, a fuoco basso, fino a che le cipolle non assumono un bel colore marroncino. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, e nel frattempo grattugiare il pecorino e tenerlo da parte.
Quando la pasta è cotta, scolarla e travasarla nel tegame con le cipolle, aggiungere una manciata di pecorino grattugiato e mantecare con cura fino a che tutto si amalgama creando una cremina.
Impiattare cospargendo con altro formaggio.
ALTRE RICETTE CON LE CIPOLLE:
Friends reunion …
Pensavo a tre amici che, causa Covid, dopo circa due anni si sono rivisti. Una passeggiata sotto la cupola della Galleria, con ultimi raggi di sole, gli abbracci con mascherina e subito, come se il tempo non fosse trascorso, riprendere vecchi discorsi, aprire album di ricordi e chiedere di amici lontani … Detto in tal modo, sembra che sia filato tutto come ai tempi pre-pandemia, ma non è così. Evidenti l’età che avanza più velocemente e gli acciacchi che ognuno si è beccato, è sembrato che partisse una gara a chi fosse più “ricco” di novità, pensieri o preoccupazioni verso se stessi, le mogli, i figli … e, a questo punto, i lockdown cui siamo stati soggetti ci hanno sicuramente rovinato il “senso” della comunicazione. La solitudine e la lontananza, le cui gravità non sono state limitate da telefonate e videochiamate, hanno impedito di essere chiari per accavallamento di parole e di fatti da esporre, spesso ci si interrompeva o si passava da un argomento all’altro, perdendo il filo dei discorso o dimenticando ciò che si voleva dire. In certi momenti si parlava in due o tre contemporaneamente per poi resettare a metà racconto e riprendere una frase che diceva del “bianco”, partendo dal “nero”, ovvero contraddicendo se stessi e spesso mostrando incoerenza con certe tesi che in precedenza si tentava di esporre … e il “caos totale” su dire le date in cui si sono prenotate visite mediche, vaccini anti- Covid o influenzali, senza mai accennare a impegni futuri perché “domani chissà …”.
Insomma, tre amici non ancora completamente rimbambiti, che hanno promesso di rivedersi presto, sapendo di aver vissuto quasi due ore di frenetiche parole per essere stati colpiti da “smania di fine pandemia”.
Tre amici sotto la spada di Damocle di nuove “ondate”, di altre dosi di inoculazioni, di probabili ritorni ai colori delle zone: parlare il più possibile per poi tornare nelle proprie “tane” a sfogliare foto senza ricordare il dove e quando … quindi, riprendere a parlare con i muri.


