Poste ben lontane da essere “banca”

Sarei grato se qualche esponente delle Poste spa chiarisse l’utilità del servizio Bancoposteonline. È vero che è possibile compiere delle operazioni, quali alcuni pagamenti, direttamente da casa, ma sono settimane che, ad esempio, non si riesce ad avere una ricevuta! Come fa un cliente ad esibire la dimostrazione di un pagamento effettuato a un Ente o un fornitore? L’avviso che per problemi tecnici non è “al momento” possibile il collegamento alla postemail, poi, sembra proprio una scusa elementare: il “momento” non può essere “settimane” per rendere soddisfatti i propri clienti! Altro svantaggio è l’impossibilità di acquistare o vendere titoli direttamente dal proprio PC, come si fa con tutte le altre banche: se si intravede una possibilità di investire un tipo di azioni, bisogna andare all’Ufficio Postale, fare code , compilare moduli e trovare impiegati solerti! Care Poste, siamo ancora molto lontano all’informatizzazione vera e dalla reale qualità del servizio.

Pubblicata il 9.6 da La Repubblica e da DNews Bergamo e Verona

Dove va la scuola?

Cosa succede nel mondo della Scuola? Il progetto delle tre “I”, lo ricordate? Inglese, Informatica e Impresa. Situazione attuale: per la lingua vengono ridotti i docenti e con corsi di 100 ore vengono formate maestre elementari per insegnare ai bambini oltre le proprie materie. Per i computer ci pensano i genitori: c’è chi cambia quello di casa e lo regala alla scuola oppure vengono fatte le collette. Impresa: il trenta per cento dei giovani è disoccupato e la ricerca e la scuola nell’impresa  non esistono più. Invece assistiamo ad un Piano tre “I” realizzato giorno dopo giorno per la scuola: “ Inutile” perché lontana dalla realtà tecnologica e dai problemi attuali, quali l’ambiente, “Impositiva” perché guarda ai grembiulini, a look di studenti e professori, a programmi depurati dalle verità, “Igienica” perché costringe i genitori a comprare l’utile carta, a tinteggiare le aule, a pulire. Vecchi progetti morti e sepolti, cosa si propone allora? Tagli, proroga dell’apertura delle scuole per incentivare spese e vacanze di genitori squattrinati, sforbiciate sulle materie fondamentali quali meno italiano e storia al classico o chimica  e fisica allo scientifico e meno matematica per tutti, così vengono ridotte le ore di lezione e probabilmente un po’ di docenti! I nostri studenti saranno portati alla pari di quelli di altri Paesi europei, nonostante i sacrifici dei loro genitori? Non lo sappiamo, ma apprendiamo che a Putignano, in Puglia, un Preside ha chiesto ai genitori dei maturandi di pagare circa 150 euro per pagare i commissari d’esame. Quando i genitori dovranno pagare gli stipendi ai docenti?