Troppo caldo

Questi giorni un caldo record si è abbattuto sull’Italia. Persi i Mondiali, stiamo perdendo la testa per l’afa. Mai come in questo periodo si diventa litigiosi, aumentano le violenze e anche le parole a vuoto, senza senso. E assistiamo anche nella politica a cose strane e facciamoci sopra un sorriso. Il caso Brancher ha fuso perfino l’avvocato Ghedini che se la prende col Presidente Napolitano. Casini col gioco dei due forni comincia a bollire e se non gira a destra nemmeno svolta a sinistra. Rutelli liquefatto scivola no si sa dove. Gli ex Partiti della Sinistra sono gas rarefatti che volano in aria aspettando una solidificazione quasi Bertinottiana che non c’è. A destra Storace brucia nella fornace di accuse che lui ritiene infamanti e s’aggrappa al PdL che si scuote come un cane le pulci a quaranta gradi. Bersani comincia adesso a dire qualche frase da oppositore, tanto poi si va in ferie. Di Pietro ha messo alla brace le accuse contro di lui e aspetta l’arrosto più che fumo. Se il PD si è disperso da tempo, sembra che questo caldo stia facendo sciogliere il PdL … Silvio dà i numeri, Tremonti li mescola, Bossi li indurisce e Fini li macina! Intanto, partono le vacanze di molti italiani che, cotti a puntino da crisi finte e vere, cercano un fresco lavaggio del cervello per poi ricominciare all’ombra delle manovre.

6^ Lezione di matematica: ultimi aumenti

Nuova lezione di matematica applicata all’Italia. Sottraiamo al costo della vita lo 0,5% della tariffa per l’elettricità e sommiamo del 3,2%, quella del gas. Otteniamo un 30 euro in più all’anno di spesa. Tracciando un’autostrada lungo il Paese, rileviamo un aumento delle tariffe e se facciamo il raccordo anulare sommiamo un euro in più. Disegnando la tangenziale sulla rotonda di altre città, ricaviamo una cifra che riduce di molto lo stipendio medio di un operaio, pari a mille euro. Allargando il lodo Alfano anche al punto Premier e tracciando la diagonale per dell’Utri, abbiamo una figura oblunga che arriva al centro del cerchio del cittadino medio. Essendo diminuiti gli investimenti del 12,1 per cento e addizionando tutti gli introiti persi per l’immagine negativa sul turismo derivata dalla Nazionale di calcio, ci troviamo con un capitale enorme, pari al prezzo di un litro di carburante o all’ora di lavoro precario. Uguagliando il ricavo della vendita delle Dolomiti, spiagge e laghi al valore dell’evasione fiscale, abbiamo l’integrale Tremonti che taglia parallelamente tutte le categorie, lasciando più poveri i poveri e ricchissimi i ricchi. Dividendo per le case regalate a Ministri e conoscenti, tenendo presente l’incognita del Cupolone, e nominando amici e fidanzati a Capi d’Azienda, possiamo moltiplicare il pane e i pesci e dar da mangiare ai cassaintegrati. Abbiamo così dimostrato il teorema di Bossi che dice: “Preso un posto a Pontida e variandolo in poltrona a Roma, è sempre possibile aumentare il costo della vita senza ritoccare le tasse”.