Primo giorno dopo le vacanze: dalle 9,30 alle 15,15 al Pronto Soccorso. Incredibile come per la visita a mio figlio, caduto banalmente dai roller ieri pomeriggio e nottataccia per i dolori al braccio destro, abbiamo atteso tanto tempo. Ne abbiamo visto di tutti i colori: dall’amico che superava il turno d’attesa, alla dipendente, dolorante, dell’ospedale che ha aspettato il suo momento insieme a noi senza chiedere favori, al medico che ha trascorso più tempo a prendere caffé alla macchinetta con una collega che cambiava di volta in volta e che stasera tornerà a casa nervosissimo, all’assistente che non si è mai fermato nell’accogliere infermi, aiutarli, accompagnarli con gentilezza e dedizione, all’accompagnatrice di un ricoverato che, all’ora di pranzo, ha deciso di andare in pausa e poi è tornata a fare la sua parte … Ho capito che non bisogna mai fare di tutta l’erba un fascio, che c’è del marcio ma anche tanti fiori … Una giornata non persa.