Avrete notato che in questi anni no ho mai fatto commenti sulla vicenda della Concordia. Inutile spiegare di cosa sto scrivendo: ne hanno parlato tutti, tutti hanno tratto da questa tragedia spunti di mettersi in evidenza o, addirittura, di farci business. Io ho sofferto alla notizia dei morti e ho avuto vergogna per quanto successo. Profondamente arrabbiato per come vanno le cose nel nostro Paese, sulla lentezza dell’accertamento delle responsabilità e della giustizia. Chi non c’è più non è solo qualcuno da ricordare solo da chi li amava o li conosceva: è la traccia indelebile di giochi che sono permessi dall’indisciplina, dall’incoscienza e dal mancato rispetto delle leggi. Io non esulto perché la Concordia è stata rimossa dal Giglio e portata a Genova. Io aspetto che i colpevoli paghino e che questa nostra Italia non sia trastullo per il mondo intero per leggerezze, per errori, per malavita, corruzioni e cattiva politica. Siamo il Paese delle bellezze naturali e artistiche, ricco di fantasia e grandiosità concrete, il Paese di scrittori, musicisti, ingegneri: ebbene è per questo che ci devono apprezzare. Inutile vantarci di aver messo una pezza a una brutta figura colossale. Inutile, ad esempio, puntare sull’ EXPO per presentarci al mondo, quando ritardi, scandali e arresti faranno parte della realizzazione dell’evento, restandone nella storia. Con questa concezione di civiltà, in questo grigiore, oggi io non posso esultare … Attendo un raggio di sole.
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