Girando per un mercatino dell’usato, può capitare di cadere improvvisamente nel passato e in un attimo affiorano ricordi, momenti belli, di felicità … e allora decidi ti portarti a casa quell’oggetto che non è una “cosa” ma un baule pieno di forti emozioni … Pomeriggio.
In casa, solo dalla mattina … senza parlare con qualcuno, senza battibecchi, senza sorrisi … e allora l’idea della sorpresa: verso sera, sento arrivare l’ascensore e i passi di lei, accendo il giradischi e quando apre la porta, contemporaneamente, io apro quel baule: è un disco, 45 giri, anni Sessanta …Eccola, la maniglia gira e pure il disco che parte a tutto volume: “Io ti amo … Io ti amo … ”
La mia ex fidanzata, ormai moglie da 36 anni, entra velocemente, chiude la porta e mi dice di abbassare il volume: “La canzone si sente dal fondo delle scale!” … Mi saluta dicendo: “Dobbiamo andare a comprare un cavetto per la stampante della scuola. Si è rotto. Domani non posso fare le stampe per i miei bambini … Fai presto, andiamo … prendi il portafoglio … c’è la benzina?”…
Prendo il braccio del giradischi, lo porto in posizione di blocco. Lentamente il baule si chiude e la voce si spegne con i ricordi … “Io ti amo … Io ti amo… “. E allora, dopo tanti anni di affiancamento convinto e volontario alla “Missionaria-Maestra-Consorte”, lo ripeto ad alta voce: “Io, con questo modo di intendere la Scuola, caro Premier, non ci sto!”.

