Così vedo l’interpretazione di Paola Cortellesi nel film visto ieri sera “Scusate s e esisto”: espressioni mimiche da bravo comico e anche da donna ricca di sentimenti, anche contrastanti, ma realistici. Raul Bova sta provando a fare l’attore, ma finora la sua bellezza non basta. Bravissimi attori come Lunetta Savino e Ennio Fantastichini, rendono più vicino a noi questa storia. Una ragazza umile di paese, diventa architetto e, pure con esperienze e master all’estero, decide di tornare il Italia dove trova difficoltà ad affermarsi, essendo “donna”. E’ un tema che conosciamo, la storia tra risate e riflessioni va avanti bene, anche in una Roma dei quartieri più abbandonati e da recuperare. Il tema sentimentale è anche importante: il lavoro spesso sacrifica il vero amore. Strano intreccio con questa storia, quella di un amico gay, che la protagonista conosce lavorando in un ristorante, da cui viene attratta e che la aiuta nell’affermarsi per un progetto. Strano perché l’argomento poteva essere affrontato in un film a parte, tipo il Vizietto, e non incide sulla storia principale che è quella su cui il film vorrebbe far riflettere: i problemi delle donne in carriera e di vivibilità in azienda … Belle le canzoni inserite nella colonna sonora, per accompagnare alcune scene. Comunque, un film che aiuta a trascorrere una tranquilla serata “invernale”.
Archivio mensile:Novembre 2014
Peccati di gola …
In piedi dalle 5,30 … un viaggio in internet per avere informazioni e, a un certo punto, la visione stupenda di una foto degli Anni ’50 del secolo scorso:
Rivedere questo posto da me frequentato tantissime volte da bambino con i genitori e da giovane con gli amici, ha suscitato un’emozione di … cervello, di cuore e di gola!
La pizza fritta da “De’ Figliole” a Napoli, nel quartiere più popolare era non solo la migliore, inventata nel 1860, addirittura trent’anni prima della pizza Margherita, ma era un rito da godere ogni volta che si aveva occasione, oppure si “forzava” l’occasione, di passare da quelle parti: essere attratti dall’odore di fritto, guardare nella vetrinetta le pizze esposte, tentare di saltare la fila, guardare con impazienza l’abbondante olio nella caldaia, seguire curioso, attaccato all’improvvisato tavolo di lavoro, i preparativi del disco di pasta, con la posa su una sola metà di ricotta, salame, pepe e cicoli, il ripiegamento dell’altra metà a coprire il tutto, saldando il contorno con le dita e il delicato tuffo nel lago bollente … Vedere quel “portafoglio ricco di piaceri” diventare dorato e gonfiarsi, era un alimentare la speranza di fortune future e il desiderio di godere rustici e profumati sapori …
Cos’è la felicità? Stare in piedi, per strada e avere tra le mani una pizza fumante, proteggendo le dita con carta assorbente e dare morsi vogliosi arrossandosi le labbra, bruciandosi la lingua, viziare la gola e godere, sì, godere … Uno dei ricordi più belli tra i peccati di gioventù …
Arese Città d’Arte. Più o Meno…
26 novembre 2014 – La nostra Città sta assumendo nel tempo varie denominazioni aggiuntive: Città dei Motori, Città dei bambini, Città Giardino… Con l’avvento dei social network, sempre più aresini si sono cimentati nel postare foto di cose che non vanno o che potrebbero essere migliorate. Certamente Arese non è una Città invivibile, fortunatamente: i problemi sono quasi sempre risolvibili con un po’ di buona volontà, informazione e partecipazione … Il numero degli “Osservatori Civici”, come li definiamo in questa rubrica del “Più o Meno” di QuiArese, è aumentato e ciò vuol dire che la sensibilizzazione e l’amore verso la propria Città cresce di giorno in giorno. Questa volta lo sguardo è rivolto non alla solita Piazza-Sacrario, alle artistiche fontane che perennemente non funzionano, alle soste vietate o comportamenti poco civili. Arese Città d’Arte: ci mancava. Più o Meno ci siamo impegnati a cercare, oltre ai Monumenti conosciuti, oltre il museo Storico che ancora non rinasce, oltre i viali ed i parchi. Abbiamo scoperto vere opere d’arte. Alcuni esempi:
Foto 1: sullo stile di Lucio Fontana, vediamo dei “Parallelismi Irregolari” che ornano molte strade di Arese;
Foto 2: questa volta ci ha colpiti “Fiore Aresino” sullo stile di van Gogh. Di queste opere ne troviamo molte dislocate lungo le piste ciclopedonali;
Foto 3: non poteva mancare una grande opera sullo stile di Picasso, che chiamiamo “Uomo disteso” e lo troviamo in via Valera. Vengono costruiti nuovi edifici, si portano i servizi e si lasciano le strade abbellite da opere di inestimabile valore!;
Foto 4: in piazza della Chiesa, vicino alla stupenda meridiana, un’opera sullo stile di Giuseppe Faraone e le sue “Trasparenze”. L’affresco ormai si sta dissolvendo del tutto e chissà se c’è un progetto di salvataggio;
Foto 5: in via sant’Anna, invece, lavori di ristrutturazione hanno fatto sparire l’altarino che era ad altezza d’uomo, esposizione d’opera perfetta. In seguito abbiamo sperato in una riapparizione più in alto, ma col passare dei mesi, l’altarino non arriva. Quest’opera, sullo stile di Luca Cappai, la chiameremo “Fantasma”;
Foto 6: ultima grande opera, degna della famosa “Merda d’artista” di Piero Manzoni e nel suo stile, ce la presenta la foto 6, che chiamiamo, per decenza, “Accoppiamento d’Artista”. La Casa dell’Acqua, elemento naturale simbolo di limpidezza e pulizia, offuscata dal solito cestino colmo di… ricordini vari.
In conclusione, c’è da dire che Arese è sulla buona strada per presentarsi all’Expo 2015 come Città artistica. Certo, è ancora un sogno avere nelle nostre piazze il famoso “Dito medio di Cattelan” oppure l’ultimo arrivo in piazza Indipendenza del monumento “Falli” dell’americano Gavin Kenyon, ma ci stiamo impegnando. Più o Meno.
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