Una mia riflessione pubblicata su La Repubblica, ed. nazionale:
Archivio mensile:Aprile 2015
Potenza del design …
Una volta l’oggetto d’arredo che avevamo in cucina sul tavolo, si chiamava “fruttiera” e adornava con colori e profumi la cucina … I guru del design, oggi, vogliono che le cose “antiche” vengano valorizzate rendendole “utili”, ottimizzando gli spazi, pur mantenendo i canoni dell’arte visiva. Sono anni ormai che la costringo a seguirmi in giro per visitare mostre di opere d’ultimo grido, facendo apprendere i concetti della “current and future art” ed ecco che la mia “dolcissima” consorte (forse proprio per questo aggettivo … “iperglucosiato”, lei stessa causa del mio diabete) ha pensato ad una soluzione “Art and Utility” per depositare, nella più grande espressione di pop new age and incoming art, scatole di medicinali del nostro uso quotidiano e frutta nello stesso contenitore.
E mi chiedo: “Ma una mela al giorno, non toglieva il medico di torno?” e mi rispondo:”Grande consorte! Ha inventato tutto ciò nella speranza di farmi guarire!”.
Vita privata, lavoro. Affetti e finzioni …
“Mia madre”, il film di Nanni Moretti che abbiamo visto ieri sera, non è solo il racconto di un grande amore di due figli verso la mamma che sta per lasciarli per sempre, ma è la fotografia dei pensieri, dei sentimenti, dei caratteri e comportamenti delle persone nella vita reale, quando si devono muovere tra famiglia, spesso divisa e complessa come quella di Margherita, una regista (Margherita Buy), e lavoro in cui forse non si crede più oppure, come nel caso del fratello Gianni (Nanni Moretti), ingegnere in aspettativa per stare accanto alla madre malata (Giulia Lazzarini) e smarrito. Intorno a questi due fratelli ruotano i problemi quotidiani, i rapporti affettivi più o meno complicati o di lavoro con persone che credono chi più, chi meno, in ciò che si sta rappresentando, tanto che la stessa regista ha dubbi se il film che sta girando sulla crisi del lavoro sia davvero attuale, il protagonista americano di questo film (John Turturro) con le sue pretese e i suoi dubbi sul suo ruolo e forse sul suo impegno e Gianni non crede più nella sua carriera a fronte di un dramma che sta per venire … Tanti altri personaggi ruotano intorno ai due fratelli, ognuno con le sue aspirazioni e i suoi problemi, ad esempio l’adolescente figlia di Margherita che si divide tra i genitori separati, l’affetto per la nonna che tenta di trasmetterle cultura e i primi sentimenti d’amore oppure il nuovo compagno abbandonato per i tanti dubbi sul futuro … Il film, quindi, non “prende” solo per il dramma di una grande mamma che sta per lasciare, con serenità e coraggio queste persone che soffrono per lei ancora tanto amata, ma anche per i tanti aspetti del “quotidiano” che ognuno di noi si trova ad affrontare e spesso lo facciamo con superficialità presi da mille cose … Un bel film, buona fotografia, colonna sonora in sottofondo tranquillo, grandi attori. La Buy raggiunge alti livelli espressivi, la Lazzarini è una mamma vera, dolce e sofferente, e mette in evidenza tutti i suoi anni di esperienza teatrale, Turturro lancia lampi riflessivi e soprattutto simpatici con grande maestria … Moretti è prestato come attore al film, sempre lento e riflessivo. Un film veramente da non perdere, come tutti quelli di Moretti che, a volte peggio, a volte meglio, riesce sempre a colpire lo spettatore in modo diretto..


