Il Sol dell’avvenire. Sorpresa.

Può  accadere di andare a cinema un po’ controvoglia perché un film viene presentato in varie trasmissioni TV a pezzetti e ti fa creare un’idea confusionaria, priva di senso, pesante. Poi capita che in sala si assiste ad un evento che non passa inosservato nella storia del cinema italiano e Moretti, nel bene e nel male, ci lascia sempre un’impronta. Questa volta, con l’aiuto di grandi attori come Silvio Orlando, Margherita Buy, Barbora Bobulova e la crescente Valentina Romani, ci porta nella realizzazione di un film che il protagonista, che è un regista, gira ambientandolo ai tempi del PCI “comunista” legato all’Unione Sovietica, attraverso i giorni dell’invasione dell’Ungheria, un Partito indeciso tra l’appoggio pieno o la condanna per la privazione della Libertà di un popolo ed evidenziando i dubbi degli iscritti sulle scelte dei vertici. E Moretti fa questo intrecciando i fatti dell’epoca con la storia attuale della propria famiglia, dei rapporti con moglie e figlia, con le sue certezze e i suoi dubbi con un gioco psicologico che in certi momenti arriva al culmine ed al “colmo” come quando blocca le riprese di un film di cui la moglie è produttrice perché violento, trovata del Moretti furbo, che attira l’attenzione degli spettatori che manterranno in memoria questo pezzo di pellicola …  Non mancano momenti di sentimentalismo, di inni all’amore, di realismo difficile nei rapporti di coppia o di genitori-figli, di ilarità e di esaltazioni con l’accompagnamento di canzoni ben scelte e di balli di gruppo, acrobazie circensi di felliniana memoria. Travolgente la marcia trionfale con i primi piani di appassionati partecipanti inneggianti alla Libertà verso il Sole dell’avvenire dopo momenti di suspence tra finire o andare avanti. Proprio come accade nella vita.

locandina da internet

Il cammino è ancora lungo

2023. Ci troviamo presso un’Impresa per chiedere informazioni su un lavoro da fare in casa. Guardati i dettagli tecnici esposti e fatte delle scelte, chiediamo garanzie sulla messa in opera nei tempi e professionalità degli addetti.

Risposta della nostra interlocutrice: “Non dovete preoccuparvi: il nostro personale è tutto italiano …”

L’ho quasi interrotta dicendo che avevo, proprio in mattinata, letto la notizia che uno dei primi miglior pizzaioli d’asporto in Italia non è napoletano o italiano, ma un signore di colore che, venuto nel nostro Paese, si è adoperato con volontà nell’imparare a far  pizze e ha aperto un’attività in proprio, quindi a noi non interessa la provenienza, né colori o diversità degli addetti, ma solo che il lavoro sia fatto a regola d’arte.  

Imbarazzata, l’impiegata ha detto: “Certo … ma i nostri lavorano con noi da tanto tempo … sono affidabili”.

Torniamo a casa e leggo le ironie sui tratti del viso, sul modo di vestire e di pettinarsi di un politico-donna, al momento molto in vista.

Ecco: ho capito che – 2023 – c’è ancora da camminare lungo la strada dell’integrazione e della parità degli esseri umani. Moltissimo … E siamo circondati da venditori di bla, bla e furbissimi Pinocchi …