Pizza con cavolo nero e gorgonzola

Ingredienti
500 g farina
Acqua q.b.
Olio evo 3 cucchiai
½ panetto lievito di birra
Sale q.b.
1 porzione di cavolo nero cotto in padella
1 scamorza
100 g gorgonzola
Olio evo q.b.
Preparazione
In una capiente ciotola disporre la farina a fontana, il lievito sbriciolato, l’olio e l’acqua a temperatura ambiente o appena tiepida. Impastare trasferendo l’impasto su una spianatoia, lavorando fino ad ottenere un panetto omogeneo ed elastico. Rimettere l’impasto nella ciotola leggermente infarinata, coprire bene con un panno e lasciare lievitare fino a triplicarne il volume.
Nel frattempo pulire il cavolo nero eliminando le nervature, tagliarlo a pezzetti e cuocerlo in padella con olio e aglio (da eliminare poi), salare e coprire. Portare a cottura a fuoco basso lasciando che si asciughi tutta l’acqua della verdura.
Stendere l’impasto in una teglia grande ricoperta di carta forno (a rettangolo o tondo a seconda della teglia usata) con in bordi un po’ rialzati, farcire con la scamorza a fette, ricoprire con il gorgonzola a pezzetti, e ciuffetti di cavolo nero. Cospargere di olio evo ed infornare a 250°. Lasciare intiepidire e servire tagliata a fette.

Nota “Francescana”: io nella padella del cavolo nero aggiungo un po’ di peperoncino piccante …

A. Passeggio Gentile 26 ago 2020

Il grande passo: cinema e poesia

Il film di questo weekend ci ha dimostrato come il cinema non è fatto solo di violenza, sentimentalismi, azioni convulsive, thrilling, sesso e parolacce … ma può essere altamente “poetico”. I sogni si possono avverare? E gli affetti si possono ritrovare? Da cosa dipende quella volontà quasi folle di raggiungere obiettivi impossibili. O tutti gli obiettivi sono possibili? E perché chi sogna, spesso, è preso in giro quando decide di realizzare il sogno? Qui, due fratelli quasi sconosciuti, uno cresciuto a Roma e l’altro nel Nord est, si trovano dopo anni con idee ed esperienze diverse, si devono confrontare con una realtà difficile e una situazione psicologica che sembra incomprensibile, si muovono in un paesaggio e tra persone più che normali mentre, insieme, arrivano a combattere il cammino piatto della vita, la monotonia. Tutta la storia è raccontata con ritmi tranquilli, con momenti di grande simpatia, una colonna sonora non invadente avvolta in un’atmosfera di alta poesia. Conferma per i due,  già famosi interpreti principali, simili in stazza e bravura: Stefano Fresi e Giuseppe Battiston, circondati da un cast all’altezza, tra cui Roberto Citran, Camilla Filippi, Teco Celio e il contributo di Flavio Bucci. La regia del giovane Antonio Padovan è tipica del cinema all’italiana, con l’aiuto di ottimi primi piani e lunghi silenzi. Peccato che in questo periodo difficile le sale sono quasi vuote: questo film merita di essere visto perché regala sogni, serenità, sorrisi sfiorando problemi quotidiani familiari e sociali (non a caso i due fratelli hanno vissuto in Regioni lontane …) e portando il pubblico piano piano sulla Luna …

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