Primo SI, l’amore …

Autunno, insieme camminando,
ci dava caldo il pallido sole,
Vesuvio sullo sfondo e isole,
solo le onde sfumavano suonando …
Un silenzio imbarazzante
sulla scomoda panchina,
nessuna parola e testa china
un battito forte e martellante …
Poi vidi quegli occhi lucenti
e, da una furia tempestosa,
quella frase poco estrosa:
“Stai con me o te ne penti?”
Come un lampo la risposta:
via la timidezza tra molti passanti,
un primo bacio e poi tanti,
un respiro senza sosta …
 
Cadono foglie da un ramo,
cadono petali dai fiori,
ma se s’incontrano due cuori
senti nell’aria quel … t’amo.
Si spegne col tempo una candela
si spegne una stella in firmamento,
ma se la vita scopri in quel momento
corri felice leggero come una vela.
A ogni risveglio cerco quegli occhi,
e dieci lustri son passati,
sognando a giorni contati
quel SI che ancora mi tocchi.                      
      

La Belle Epoque: un can can di tenerezza e sorrisi.

Un gran bel film: in genere una recensione riporta il giudizio alla fine, ma questo film merita l’evidenza. Da anni non mi capitava di sorprendermi che fossero trascorse già due ore circa dall’inizio, senza intervallo: un susseguirsi di momenti di tenerezza, di sorrisi, di commozione e di romanticismo non permette distrazioni. Il risentirsi “giovane” del protagonista, ritrovando sensazioni, stimoli, batticuori, e il riportarlo alla realtà con una nuova forza e voglia di vivere, coinvolge ogni spettatore. In sala si sentono risate, commenti silenziosi, sospiri e, al termine, qualche applauso non frenato, come a teatro. La trama qui non la racconto, non è un thriller, né una commedia alla francese: la storia va vissuta per l’energia sentimentale che trasmette lo schermo verso chi guarda, portandolo “dentro” le varie situazioni, con un aggancio alla propria vita …  Buona la regia di Nicolas Bedos. Gli interpreti: il grande Daniel Auteuil che ogni volta riserva sorprese e trasuda esperienza, Fanny Ardant che col suo eterno fascino, il sorriso stupendo e quegli occhi lucenti, attrae oggi come anni fa,  Doria Tillier che non conoscevamo, sensuale, brava, trasformista, Guillame Canet che artisticamente cresce a ogni film, Pierre Arditi forte nella sua caratterizzazione, e tanti altri ben scelti e preziosi per il successo di questa pellicola che ha anche un’ottima fotografia. Cosa dire per concludere? All’accensione delle luci in sala, volti soddisfatti, commenti positivi, il volteggiare di ricordi e speranze degli spettatori: un can can …

Locandina da internet