Tutto a metà …

“Loro chi?” è un film a metà. Lo scrivo subito. Se si vuole trascorrere un’oretta e mezza in tranquillità, sfuggendo al freddo in arrivo, è un film che si può andare a vedere e si ride anche in certi momenti. Il primo tempo è, per metà, di presentazione del protagonista e della sua vita in carriera con tante delusioni e, per l’altra metà, il coinvolgimento dell’altro protagonista, un truffatore, come tanti vivono e agiscono intorno a noi, in tutte le città. nel secondo tempo, la commedia italiana diventa comica, ma a metà, perché certe situazioni sembrano un po’ datate e troppo confuse. Il film per metà vorrebbe essere un racconto di volontà di riscatto, ma diventa un teatrino di una decadenza alla resa verso una società che offre poche possibilità di recupero. Edoardo Leo, ho scritto in altre occasioni, ha grandi potenzialità, ma ancora sembra reprimerle per una buona metà, mentre Marco Giallini ha per metà grande presenza e per l’altra metà fa un po’ di eccesso caratteriale. Di contorno gli altri attori: all’altezza Antonio Casagrande e il burbero Ivano Marescotti. Il film, diretto a metà da  Fabio Bonifacci e Francesco Micciché, crea molte aspettative e si spera che in prossime occasioni potremo assistere a un ritorno della commedia italiana vera, che fa ridere e fa riflettere, che fa sognare e cadere nei problemi quotidiani con un po’ più di profondità. Quello che abbiamo visto in buona parte nel film della precedente recensione: “Gli ultimi saranno gli ultimi”, che preferisco.

Locandina da internet

Per le strade giapponesi …

Domenica mattina nebbiosa … L’umidità che punge le ossa … Il rifugio naturale in questi casi è, per noi, la Galleria Sozzani a Milano. Abbiamo visitato la mostra  “Daido Moryama in color”. L’artista giapponese, noto per le sue foto in bianco e nero scattate preferibilmente girando per strada, cogliendo persone, attimi, cose oppure incontrate per strade e fissate con l’obiettivo. Questa volta è in una raccolta di foto a colori che ritengo sono altrettanto rappresentative del “quotidiano” …

La vita reale: sorrisi e tragedie.

Ma quanto è brava Paola Cortellesi, l’imitatrice, la comica, la cantante … una vera attrice drammatica, una vera donna italiana. I comici come Totò o Paolo Villaggio o Lino Banfi, tanto per fare pochi esempi, sanno fa ridere perché hanno vissuto problemi forti, importanti, come dicono in molti: fanno ridere perché sanno piangere. La Cortellesi cresce sempre più nella sua bravura di attrice e nel film “Gli ultimi saranno ultimi” raggiunge alti momenti di recitazione teatrale. Una commedia italiana come ai vecchi tempi, senza quel “cinepanettonismo” sfacciato e volgare con risate da scolaresca svagata. La commedia sulla vita reale con risvolti critici, ironici, simpatici, sentimentali e di grande sofferenza: una coppia come ce ne sono tante, marito (il bravo Alessandro Gassman, sempre più maturo nel suo calcare i palcoscenici) senza lavoro, insofferente ai “Capi”, moglie che resta incinta e viene licenziata. Una voglia di riscatto in un paese dove si è cresciuti e vissuti tra amici di sempre e dove ci sono tanti ricordi. E l’intreccio con la storia di un poliziotto (Fabrizio Bentivoglio, bravo nel saper fare l’annebbiato) trasferito per precedenti sfortune dal Nord ad Anguillara, che fa da protagonista scenica e colorita al film, e con problemi di integrazione e solitudine … Attori di contorno all’altezza, colonna sonora ad hoc. Buona la regia di Massimiliano Bruno. Dalla sala si esce in silenzio e pensierosi …

locandina da internet