Domenica d’arte, gusto, fashion e passatempo …

Dopo i fiocchi del sabato, giornata di fatica, dieta e sconforto, la domenica di sole … E’ il ciclo della vita: dal brutto nasce il bello, poi torna il brutto, ma torna ancora il bello … E anche i famosi corsi e ricorsi storici sono veri … Mattinata al Palazzo Reale di Milano per la mostra su opere di Giovanni Segantini: avevamo la prenotazione e meno male … Ci siamo immersi, con i nostri amici, nel mondo di colori e di paesaggi, personaggi e nature morte dell’artista, ammirando i suoi effetti di luce creati magistralmente a tratti di pennello e pitture scelte per una visione grandiosa … Non era permesso fare foto, cosa che a me dispiace sempre un po’ perché vorrei sempre mantenere il ricordo delle meraviglie che offrono i Musei e le mostre, ma c’è internet e qualche foto di quadri sparsi qui e là nel mondo l’ho trovata … Soddisfatti, abbiamo fatto un giro in piazza Duomo, Galleria e piazza della Scala, dove una fila lunghissima ci ha impedito di vedere il quadro di Raffaello “La Madonna di Esterhazy”, esposto a Palazzo Marino … eppure era l’ora di pranzo … e a questo punto abbiamo deciso una sosta in pizzeria dove abbiamo deliziato anche il nostro palato e fatto riposare le nostre membra … Pomeriggio, obbligo di giro nel quadrilatero della moda, guardando, e solo guardando, vetrine lussuose, persone eleganti, macchine costose … soddisfacendo così la voglia di sognare. A casa dei nostri amici, qualche giro di discussioni, risate e competizione col Paroliere che ci ha fatto trascorrere il tempo sino alla fine di questa giornata quasi storica!

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Tre visite e Triennale …

Mattinata grigia e fredda … Milano dormicchia e noi siamo passati prima per “Kali” Mostra dell’Artigianato alla Fiera di Milano City, poche persone, alcuni banchi presenti già visti all’Artigiano in Fiera a Rho, molte cibarie … Siamo poi andati a fare un tuffo nell’arte in Triennale, forse l’ultimo per questo 2014 che ci ha visti spesso ammirare opere più o meno comprensibili a noi, comuni mortali, stuzzicando la nostra curiosità e spirito di osservazione. Due mostre visitate oggi, parallele: la prima dedicata a Gianfranco Baruchello, artista di fama internazionale che dopo esperienze nel mondo delle avanguardie innovative con Baj, Rotella, Schifani … si è dedicato a “giochi” di mixaggio di parole o di fotogrammi, creando libri usando righe di tanti libri o film usando pezzetti di tanti film …  e facendo lo stesso con oggetti, quadri, ecc. Qualcosa che incuriosisce molto perché si evidenzia  “una continua tensione al rovesciamento delle convenzioni codificate e riproposte dai mezzi di comunicazione di massa”  come dicono le sue biografie. un esempio: un insieme di giornali con pagine tutte bianche che poi vengono riempite di parole, parole …

Il secondo, John Latham, nato in Zambia ma inglese di crescita, come Baruchello, fa un’analisi critica delle cose, dell’arte, della scienza, della religione … e sconvolge filosoficamente il tutto. Ad esempio i libri, quasi sempre distrutti, diventano parti di quadri astratti, colorati spesso con spray … oppure servono, insieme al vetro, a creare altri oggetti, tipo una lampada o degli ornamenti …