Quo Vado? A cinema per ridere …

Una serata scelta all’insegna della risata, un po’ per iniziare il nuovo anno in maniera positiva, un po’ per passare il tempo fuori casa dopo una giornata grigia e piovosa … Quo Vado? il nuovo film scritto da Checco Zalone e Gennaro Nunziante colpisce i due obiettivi, riuscendo, cosa rara, a farmi ridere più volte con una storia tutta italiana che gira intorno a un uomo di 40 anni che vive ancora con i genitori e cresciuto nel mito del “posto fisso”, con continui riferimenti a fatti sociali di cronaca quotidiana, a favoritismi politici, alla furbizia dei soliti noti che fanno apparire tutti gli italiani come seguaci del trinomio “pizza, mafia e maccheroni” e seguaci convinti della “prima Repubblica”, temi questi anche delle due canzoni scritte da Zalone e cantate in allegria … Si poteva fare meglio? Sì, ma nei giorni festivi ci si accontenta. Si poteva colpire di più i difetti italici? Sicuramente. La sala strapiena e alcune risate eccessive premiano comunque l’attore e gli altri protagonisti di cui cito la bella e brava Eleonora Giovanardi, i bambini e Lino Banfi come riconoscimento alla carriera per le sue brevi apparizioni.

 da internet

Chiudere la serata con una pizza è d’obbligo, ma dopo giorni di pur gustosissime tapas a Siviglia, la voglia di un piatto di spaghetti con cozze  e vongole ci ha travolti e siamo stati premiati …

Uscendo dalla multisala, la sorpresa, fiocchi enormi di neve e una coltre di circa tre cm. sull’auto che abbiamo dovuto “svestire di bianco” per tornare lentamente verso casa, preoccupati delle incognite. Ma andando verso nord ci ha accolto solo pioggerellina … e tutto è bene ciò che finisce bene … 

Il ponte della realtà …

Andando a memoria, forse il più bel film che abbiamo visto nell’anno è questo “Il ponte delle spie” di Steven Spielberg e la bravura del regista esplode già dalle prime scene, dalla comparsa, via via, con ritmo attento, dei vari personaggi. Non racconto la trama, come al solito, ma la storia va vista con gli occhi al passato, alla fine degli anni Cinquanta, alla guerra fredda, all’erezione del muro di Berlino … al complesso mondo di intrighi, di spie, di compromessi e battaglie politiche più o meno evidenti, e con la mente al presente, riflettendo su tutto ciò che avviene ogni giorno, che apprendiamo da TV e giornali … Un ponte, quindi che unisce la realtà degli anni passati e la realtà attuale. I personaggi hanno la loro storia che si intreccia attimo dopo attimo con quella di tanti altri e il rapporto che si crea tra l’accusato e l’avvocato difensore è un rapporto “umano”, indipendentemente da colori politici, da idee, religione o modi di vita … La pellicola scorre e i pensieri dello spettatore si fermano a riflettere in un fenomeno strano: si ha sempre il tempo di seguire tutto ciò che accade con uno sguardo alla storia, ai sentimenti, alle furberie, all’attualità. La durata più lunga del solito, 140 minuti, non pesa proprio, anzi alla fine si vorrebbe ancora restare e conoscere il futuro … Grande interpretazione di Tom Hanks, stupendo Mark Rylance, bravi tutti gli attori, scelti appropriatamente dall’autore. Le musiche accompagnano i vari momenti, senza mai prendere sopravvento, ma integrandosi con le belle immagini, gli azzeccati primi piani … Un film da non perdere e che non dimenticheremo facilmente. 

locandina da internet