Ultimo sabato settembrino …

In una Milano che corre verso l’EXPO, con un caldo anomalo e in attesa di cattivo tempo e terremoto politico … passeggiate e shopping affogano nella tranquillità …

MI - foto di F. Gentile

E rifugiarsi al cinema per farsi due risate è cosa buona e giusta. “Come ti spaccio la famiglia” regala un po’ di relax, una commediola con bravi attori …

- foto da internet -

Poi, una pizza con salsiccia e friarielli per chiudere in bellezza …

Arese, arte e Liceo, stavolta solo Più!

Pubblicata su QuiArese, ieri:

25 settembre 2013 – Passando per il Liceo Artistico, ho notato che sono state posizionate, nel giardino e sul tetto, alcune opere create dagli studenti a cui assegno un bel Più. Ho fatto una riflessione: i monumenti presenti sul territorio della nostra Città, non sempre ben visibili, sono veramente pochi, rispetto agli spazi verdi, alle piazze, alle rotatorie che abbiamo. Da qui un’idea: perché non chiedere all’Istituto, attraverso gli scogli dell’iter da seguire, ma spero velocemente, che le opere vengano regalate al Comune e disposte lungo i percorsi, specie in centro? Ognuno ha preferenze artistiche diverse e può giudicare questi lavori Più o Meno interessanti, ma vedo dei vantaggi:
1) Arese potrebbe avere attrattive inaspettate e comunque interessanti o piacevoli;
2) I risultati ottenuti dagli studi dei nostri giovani sarebbero valorizzati, agli occhi di chi li giudica bamboccioni e perditempo, motivandoli nell’affrontare un futuro molto nebbioso.

Cosa ne pensa il Comune? E la Proloco? E le varie Associazioni? E i nostri ragazzi? Vedono qualche Meno in questa proposta?                                            Francesco Gentile

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Privatizzazioni: nota bene.

In questi giorni si parla molto di privatizzazioni di Società Statali per affrontare la crisi. Non spetta a un semplice “lettore” ricordare la storia delle Telecomunicazioni in Italia, cosa che i giornali sanno fare molto bene, ma “l’Italiano medio” non può evitare di esprimere il proprio dolore a fronte degli sviluppi che ci sono stati dal 1994 in poi, quando gioielli come Azienda di Stato per i Servizi Telefonici, Italcable, Sip, Telespazio e SIRM hanno iniziato il loro cammino verso la creazione di Telecom Italia e la “privatizzazione”.

Telecom italia

In questi anni, passaggi di proprietà hanno visto questa Società svuotarsi di beni immobili ceduti dallo Stato a prezzo “simbolico”, ma di immenso valore reale e posti nei centri storici di grandi città, passati ad Imprese Immobiliari e venduti a prezzi favolosi, cui, spesso, la stessa Società deve ancora oggi pagare l’affitto perché da “proprietaria” è diventata “inquilino”. Sono passati a gruppi di imprenditori poco interessati allo sviluppo e molto al business, impianti e laboratori all’avanguardia, la rete che oggi è considerata la gallina dalle uova d’oro, tecnici preparati e motivati, ora per gran parte “esodati”. Oggi la notizia che Telecom Italia addirittura è in mano a un Gruppo spagnolo: negli anni Ottanta, ricordo, per attivare un circuito con Madrid occorrevano mesi e mesi, poi la crescita delle telecomunicazioni iberiche fu velocissima, con oculati investimenti, e oggi si ritrovano proprietarie di beni immensi che furono regalati e dispersi in vari rami di Aziende “a labirinto”, con interessi diversi ed estranei alle “comunicazioni”.

I nostri politici sembrano non aver imparato da questa esperienza che, se non ricordo male, fu la prima in Italia: anche l’Alitalia fu regalata ai soliti “volenterosi” imprenditori che, invece di salvarla l’hanno portata ai livelli critici attuali. Se privatizzazioni devono essere fatte, bisogna guardare l’interesse dello Stato e quindi i reali vantaggi degli Italiani, che finora hanno pagato debiti e mai visto un centesimo in più. In silenzio, purtroppo.