Stavolta sdrammatizziamo… Più o meno!

Pubblicato su QuiArese, oggi:

24 settembre 2012 – Questa volta vorrei raccontare due episodi per sdrammatizzare un po’ il clima che ci circonda. Ieri mattina, ho fatto un lungo giro per le piste pedonali di Arese e in via Einaudi, approfittando del fresco degli alberi e di una panchina, mi sono seduto per riposare un attimo e rifocillarmi. Mentre assaporavo la dolcezza dell’aria e il salato dei crackers, è arrivata una giovane signora con un bel cane e, fregandosene di ciò che stavo facendo, mi è passata vicinissimo per buttare nel cestino un sacchetto di rifiuti sostanziosi del bel cane… Non si è posta alcun problema nello svolgere il suo civilissimo gesto. Ma l’odorino che ha raggiunto le narici, mi ha rovinato il tranquillo momento di relax… Eppure lungo il viale ci sono altri cestini, anche molto vicini. Non ho avuto niente da dire: già il fatto che abbia raccolto i rifiuti è stato un Più, ma per quanto riguarda l’attenzione agli altri, devo assegnare un gran Meno! Dimenticavo: quando ho salutato, il cane ha scodinzolato ma la signora non ha alzato lo sguardo…

Alla Casa dell’Acqua, invece, sono io che al momento di inserire la tessera nell’apposita macchinetta, sono stato allertato da un signore che si è accorto che stavo usando la carta di credito. Prontamente ho giustificato la mia disattenzione: “La mia non è distrazione dovuta all’età. Il gesto è stato automatico: siamo così abituati a pagare tutto, anche l’aria che respiriamo!”.

La crisi c’è… Più o Meno!

Pubblicata da QuiArese: 19 settembre 2012 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento del nostro Francesco Gentile. Per dirla alla sua maniera, l’evoluzione del linguaggio, anche di quello burocratico, è specchio dei tempi… Più o Meno!

Ho letto il manifesto del Comune di Arese che apre uno sportello per un “Fondo di sostegno all’affitto per famiglie con disagio economico acuto”. L’iniziativa è lodevole: fa capire che ad Arese non si pensa solo a come sfruttare l’area dell’ex Alfa Romeo, una questione che si trascina da anni, e fa dimenticare il fallimento delle ultime due elezioni amministrative che, per problemi giudiziari la prima e incapacità di gestione la seconda, hanno portato due commissari prefettizi al governo della città per la risoluzione di problemi anche urgenti, come l’apertura nei tempi previsti dell’anno scolastico per gli studenti della scuola all’amianto oppure alla complicata storia del centro sportivo.

Eppure, nonostante il Patto di stabilità che blocca le spese dei comuni anche virtuosi, questo Fondo può essere un segnale di speranza per molte famiglie, come le altre iniziative: il bando per aiutare le famiglie a conciliare gli impegni lavorativi con le esigenze di vita quotidiana (fino al 1 ottobre) oppure, è possibile partecipare al progetto per il reinserimento lavorativo di pensionati residenti ad Arese (bando aperto fino al 21 settembre). Arese, un esempio per altri Comuni. Una riflessione, però, è d’obbligo: a chi continuava a dire che non c’era crisi, il fatto che il Fondo sia per disagi economici “acuti” fa capire che anche la Pubblica Amministrazione adegua il suo linguaggio alla crisi: fino a qualche tempo fa, il fondo era chiamato semplicemente Fondo Sostegno Affitti (FSA) ma se si continua così in futuro avremo il Fondo per disagi economici  “acuti e profondi” oppure “acuti e gravi” o anche “acuti e distruttivi”… E speriamo che abbia ragione chi dice che stiamo uscendo dal tunnel.