Festa del Papà … il giorno dopo.

Ieri, Festa del Papà … La mia gentile consorte mi ha salutato con un “Auguri!”.

Due messaggini, di primo mattino, dai miei pulcini con tanti auguri. Ho risposto: “Grazie lo stesso”, sapendo bene che sono impegnati.

Mi è stato chiesto: “Perché “lo stesso”?”.

Ho risposto: “Perché non sono il tipo che se ne va da solo a festeggiare in un’osteria di campagna”.

Un amico mi ha chiesto: “Cosa ti prepara di buono la tua chef?”. Ma sapevo che sulla tavola ci sarebbero stati: 50 gr di pasta con 50 gr di fagioli, verdure cotte, un’ arancia. E lui: “Allora stasera gran cenone?”. Ma sapevo che sulla tavola ci sarebbero stati: crema di zucca e castagne, melanzane con ricottina light, 1/2 mela, 1/2 pompelmo”. Così è stato.

Dopo cena, due telefonate: i miei pulcinotti mi hanno chiesto come ho trascorso la giornata. Ho risposto che è andata bene, come al solito: passeggiata solitaria, pomeriggio solitario, serata solitaria con me in sala a vedere la TV e mamma in cucina a vedere la TV. Contavo di consolarmi con l’Inter: 2 gol di rimonta, in casa, si possono anche fare contro i tedesconi. E’ finita con l’eliminazione dalla Coppa Europea.

Nota lieta, mia nipote, da Napoli, mi ha inviato la foto che vedete qui sotto: zeppole “veraci” napoletane di san Giuseppe. Solo a guardarle, il diabete mi è salito alle stelle, le calorie incamerate sono state da altoforno e la malinconia mi ha demolito …

Una mia amica, su Facebook, si è posta la domanda: “Chissà cosa si prova ad avere un dolce tradizionale del proprio onomastico”.

Ho risposto: “Il mio Santo e’ il più povero … niente dolci e forse aveva anche il diabete …”.

Prima di andare a letto, mi sono guardato allo specchio e mi son detto: “AUGURI …”.

8 marzo, il giorno dopo …

Ieri Festa delle Donne … Ho fatto scegliere alla Signora dove andare a trascorrere la domenica mattina di sole primaverile. Ho accettato volentieri, essendo curioso e osservatore, nonché amante di oggetti che mi ricordano il passato, specie quelli legati alla mia famiglia e siamo andati a visitare il mercatino “Pulci … e non solo!”. Due ore a girare tra belle opere e cianfrusaglie, un insieme di colori, di gente, di dialetti. Odore di frittelle zuccherate e profumo delle ultime caldarroste (nota: vendute a 1 euro l’una …) mischiati a quello, penetrante, delle tante bellissime e giallissime mimose. Questa volta non ci siamo fatti tentare da acquisti, anche perché ormai lo spazio sulle pareti di casa è veramente esaurito (per appendere il mio ultimo “digiquadro” ho dovuto fare spostamenti a scacchiera!). Alla fine ci siamo messi in auto soddisfatti. La mia stanca e serena Donna, sonnecchiava al tepore del sole in tangenziale e il mio pensiero è stato: “Che silenzio … La Festa delle Donne è grande perché porta una tregua in ogni casa. Domani si riprenderà con le scaramucce quotidiane” … E qui la provocazione: “Tra tutti quegli oggetti d’antiquariato e opere d’arte di grande valore, non potevo lasciare  la mia preziosa metà?”.

Alcune curiosità:

Una mia giovane amica, che vive negli USA, mi ha fatto sapere che da quelle parti sono pochissime le persone che sanno dell’esistenza della Festa Internazionale delle Donne. Eppure da noi, dove la Giornata è molto “sentita”, si sa che tutto è nato dalla morte di lavoratrici in un incendio avvenuto proprio a New York nel 1908 …

Ieri in una trasmissione pomeridiana, abbiamo assistito, facendo zapping, a una evoluzione, direi, ideologica: una Deputata del PD, priva di riferimenti visivi alla Giornata delle Donne, discuteva con la deputata europea Alessandra Mussolini, del Centrodestra, che aveva in testa una coroncina di mimose. Una volta era la sinistra che portava avanti le idee di affermazione delle Donne nella società, dei loro diritti e contro la violenza: cosa sta succedendo? Mi crollano dei miti.