Comincio a riportare, nella categoria “Il tunnel” di questo blog, episodi capitati ai notri amici.

Avete esperienze simili  da raccontarci? Scrivete o inserite commenti qui sotto. C’è da divertirsi. O inc…avolarsi.

**************************************

Gianni da Napoli mi ha scritto il 30 settembre:

Ieri all’Inpdap c’era un signore che aveva esibito un certificato di morte della moglie e invece di togliergli  gli assegni familiari gli hanno tolto la pensione come se fosse morto lui”.

**************************************

Max da Roma, 03 ottobre:

Pensa che io, quando faccio la fila alle Poste (soprattutto se ho una Raccomandata del Comune di Roma o una Cartella Esattoriale…), sudo sempre e comunque come una bestia!

E’ la vista della fila ed il terrore che i terminali si inceppino al momento del mio turno (e l’incognita dell’ammontare da pagare…) che mi fanno questo effetto!

**************************************

03 ottobre:

Io oggi mi sono trascinato all’ASL pensando di star meglio e mi sono trovato in una bolgia infernale, 132 numeri da attendere con 3  e poi solo 2 sportelli aperti, in un corridoio stretto senza aria e puzzolente di sudori vari … Sono tornato a casa talmente senza forze, che non ho avuto forza di mangiare quel poco che mi spetta …

Dalle 9,35 sono uscito alle 13,20 e sai cosa è anche successo?

Quando eravamo arrivati a 5 numeri dal mio … SI SONO BLOCCATI I TERMINALI verso le 12,20 …!!!!!!!

***************************************

da Michele, 03 ottobre:

E pensare che mi consideravo uno dei pochissimi sfigati nel fare le file. Invece constato che sono in buona compagnia. Non esagero se vi dico che quando vado al supermercato (almeno due volte la settimana) e decido di scegliere una determinata cassa che a me sembra quella con la fila meno lunga e la più veloce, succede che, nel 70%  dei casi, o si blocca la cassa o c’è il cambio della cassiera oppure c’è qualcuno che non ha pesato la roba e quindi manca il prezzo del prodotto oppure che non hanno soldi di resto in cassa e quindi la cassiera si assenta per andare a fare il cambio. Al check in degli aeroporti mi succede più o meno la stessa cosa.


Lui, che ormai frequenta solo Escort e Put … in, è andato a divertirsi. Tra i comunisti del KGB. Poi ritorna e si mette a inveire contro i comunisti del PD, contro i giudici comunisti, i preti comunisti e i giornali comunisti. E l’unica cosa che riesce ad esportare è il Bunga Bunga: prima in Libia, ora in Russia. Piango.

Entro nel tunnel …

Che fossi un “Pensionato da salvare” mi fu chiaro dal primo giorno che non ho più messo piede in Azienda.

Il lavoro ancora mi appassionava e non ne avrei fatto a meno. Sapevo che a casa avevo i miei confort, l’affetto della mia famiglia e del gatto nero e ciccione che ogni giorno mi aspettava all’ingresso del palazzo per strofinarsi sulle mie scarpe.

Basta: nessun amico in zona, nessun hobby di gruppo, zero iscrizioni a partiti o associazioni.

Trent’anni diviso tra pendolarismo, ufficio e casa. Senza pensare al … domani.

Sono quasi trascorsi quattro anni e poco o niente è cambiato, tranne che scendere tutte le mattine a comprare pane e latte. È stato proprio questo “onere”, la spinta a provare di far la spesa sempre più distante da casa, cambiando percorsi pedonali e negozi.

Il grande salto quando mi accorsi che camminare mi piaceva: il verde, la quiete, i colori del cambio delle stagioni e i profumi della terra e dei concimi. Veder crescere germogli sui rami non più gelati, i fiori, il granturco e poi di nuovo il cadere delle foglie, belle, grandi, giallo-rossastre …

Ho fatto tanti kilometri in questi anni, senza accorgermi, ma godendone, della mia solitudine.

Un altro grande mio hobby: scrivere, satiricamente, pungendo qua e là, osservando ciò che mi capita intorno, reagendo quando possibile alle ingiustizie e segnalando ai giornali, invocando o suggerendo soluzioni, sui tanti problemi, grandi e piccoli, quotidiani di un cittadino medio italiano.

Un cabaret scritto, un “CABWRITE”.

Ora, un treno ad alta velocità è entrato in un grande e buio tunnel: io sono il treno, l’alta velocità è la malattia che mi ha colpito, il tunnel è quello del nostro sistema sanitario e la burocrazia.

E allora? Nessuna voglia di annoiare i miei “amici-mail”, assidui del mio blog e fratelli facebookiani. Anzi …

Riprendo a scrivere e racconterò, insieme a vostri commenti e contributi, ciò che può capitare nella realtà del nostro strano Paese di nome Italia.