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Aumenti e come!
Avete notato che in alcuni super non si trova l’acqua minerale frizzante o leggermente frizzante? Mi direte che c’è carenza di gas: vero, ma perché non si trova neanche l’acqua effervescente naturale??? Avete visto che il prezzo della pasta sta aumentando giorno dopo giorno e una nota marca, tra quelle più comuni, ha raddoppiato il costo? La frutta, acerba e importata, ha costi crescenti ed è più facile accorgersene per tutti, come la farina, il pane e l’olio. Ma ci sono prodotti che aumentano senza grandi clamori, eppure incidono sulla spesa. Qui sotto riporto due foto con confronti diversi: una sul bicarbonato, l’altro sulla mozzarella … DIVERTITEVI a fare i confronti, andate a recuperare i vostri scontrini e pubblicate foto anche voi. Dimostriamo che non siamo un popolo di ignoranti. Ci meraviglieremo!
Made in Italy: le rinunce.
La storia degli agrumi che compro al supermercato, provenienti da Sudafrica, Argentina, ecc, quando in Italia producevano arance e limoni stupendi, mi fa pensare al problema attuale del gas che per noi italiani è come la scoperta, ironia della sorte, dell’acqua calda. Si stima che nel sottosuolo italiano siano presenti circa 1,5-1,8 miliardi di barili di petrolio e 350 miliardi di metri cubi di gas naturale. Le stime del MISE riferite al 2021 parlano di 3,34 miliardi di metri cubi di gas naturale estratto, a fronte di un consumo complessivo di 76,1 miliardi di metri cubi (2021): per questo motivo la risorsa gas viene largamente importata dall’estero. In realtà non è sempre stato così: a cavallo tra gli anni ’90 e 2000 la produzione nazionale raggiunse picchi attorno ai 20 miliardi annui, cioè circa 6 volte la quantità attuale. In quanti campi di mercato economico abbiamo rinunciato a nostre risorse a favore degli altri?


