
C’è ancora domani. Sempre – Museo della Memoria MI
Si. Io mi commuovo sentendo l’Inno d’Italia. Si. Mi viene la pelle d’oca pensando a tutti coloro che hanno sofferto per arrivare a dare all’Italia la libertà e la democrazia, regalandoci Ottanta anni fa la Repubblica. Un grazie particolare alle donne che parteciparono per la prima volta al referendum e, permettetemi, un grazie anche a mio padre che credette in questi valori e me li ha trasmessi. La cerimonia all’Altare della Patria e la tromba che emette le note de Il Silenzio per ricordare i Caduti e quei Militi Ignoti che furono eroi. Mi fa luccicare gli occhi il volo delle Frecce Tricolori e la mia mente va indietro nel tempo, quando ero bambino e i miei ci portavano nella via Caracciolo di Napoli per seguire la parata militare con la sfilata dei vari reparti militari accompagnati dall’Inno e dalle bande che suonavano le marce di ogni plotone e ricordo sempre con fremiti il passaggio dei Bersaglieri in corsa con le penne al vento … Un anno cercammo tra i volti dei Carabinieri quello di mio cognato e fu grande la gioia di vederlo salutare le Autorità e il pubblico presente … al passo solenne dell’avanzata militare. Oggi una parata militare in tempo di guerra? L’Italia festeggia la Repubblica mostrando gli uomini e i mezzi che devono difendere la pace e la democrazia ma principalmente portare aiuto alle popolazioni deboli o in difficoltà anche per calamità naturali e contro sopraffazioni di poteri prepotenti e dittatoriali. Oggi, torno bambino e seguo la sfilata.
