Capretto al forno con patate …

Chi dice che certi piatti vanno preparati solo in certi giorni? A Pasqua è d’obbligo il capretto a tavola … ma anche durante l’anno è ottimo!
Ingredienti x 4 p
1 kg capretto già porzionato
800 g patate novelle
2 grosse cipolle bianche
1 carota
Un gambo di sedano
Strutto q.b.
Rosmarino, sale, pepe q.b.
Vino bianco 1 bicchiere
Preparazione
La sera precedente mettere i pezzi di capretto in un contenitore con coperchio, ricoprirli di vino e acqua, aggiungere la carota a pezzetti, il sedano e mezza cipolla. Chiudere la ciotola e lasciare marinare tutta la notte in frigorifero.
La mattina successiva scolare il capretto dalla marinata, filtrarla e tenerla da parte, tamponare tutti i pezzi con un panno pulito per asciugarlo, spalmare ogni pezzo con un po’ di strutto, massaggiando con le mani in modo che siano tutti unti, e posizionarli in un largo tegame antiaderente, contornati dalle patate novelle tagliate a grossi pezzi, possibilmente tutti della stessa grandezza, spalmate con lo strutto come fatto con il capretto. Tagliare le cipolle a fettine sottili e mescolarle alla carne e alle patate.
Salare, pepare, cospargere con rametti di rosmarino fresco ed infornare a 180°, cuocere per circa 1 ora o anche di più a seconda della grandezza dei pezzi di capretto. Dopo una mezz’ora controllare girando la carne e se necessario aggiungere poca marinata tenuta da parte.
Cuocere fino a quando la carne ha assunto un bel colore bruno- rosato e sia tenero all’interno ( provare con una forchetta) e le patate siano belle morbide e colorite.

A. Passeggio 04 aprile 2021

 

Ooh, Inter …

“Siamo al 90° minuto e ci sono ancora 3 minuti di recupero: Sassuolo 1 – Atalanta 1 …” Ho preparato una foto che avevo scattato qualche anno fa a Milano, un poster dei giocatori rappresentativi dell’Inter e avevo deciso di tenerla conservata perché, prima o poi, sarebbe tornata utile … Ho aggiunto la dicitura per ringraziare la Squadra e mi sono messo in speranzosa attesa. Appena il radiocronista ha gridato: “La partita è finita,  l’Inter è Campione d’Italia, ho premuto il click su Facebook e inserito la foto, quella foto che ha accompagnato la speranza di un riscatto della “pazza” Inter contro il predominio della Juventus … Sono assalito da un brivido di felicità: 11 anni fa l’ultimo scudetto nell’anno del Triplete con José Mourinho …

Subito dopo lo squillo del telefono e un urlo: “Grande! Siamo Campioni! … Io vado a fare un giro per smaltire l’ansia di un anno e degli ultimi minuti di questa partita che non giocavamo, ma alla quale eravamo strettamente legati … Che fai? Vieni anche tu?”. Ho subito aderito: anch’io avevo voglia di smaltire una sbornia che era dentro e voleva esplodere. Mi sono vestito freneticamente mentre carovane di tifosi si radunavano in piazza Duomo, purtroppo senza seguire le regole anti Covid, cosa ingiustificabile perché si può anche festeggiare con rispetto per gli altri, dei ricoverati e dei morti.

Sono arrivato al punto d’incontro con il mio cappellino con lo stemma dell’Inter, che non indossavo dall’ultima volta che andammo allo Stadio tanti anni fa, e la mascherina con i loghi nerazzurri e ho visto che anche lui aveva la mascherina uguale … Esultanza, gomitate di saluti e abbraccio ideale e poi, con molta tranquillità abbiamo fatto un giro lungo i sentieri della nostra Cittadina, liberando le lunghe attese, gli sfoghi di forti delusioni e condanne per i cambi continui di allenatori e proprietà … Abbiamo passeggiato, anche con lunghi silenzi, guardando l’azzurro del cielo e il nero di merli canterini … Abbiamo incontrato poche persone: alcune ci facevano segno di vittoria, altre abbassavano lo sguardo e noi con dignità, con fierezza, ci siamo goduti rari momenti di pura felicità … Senza urlare, senza salire sui monumenti, senza abbattere transenne, senza rischiare contagi per noi e per gli altri. Una solitudine voluta, desiderata e goduta come quei momenti che ti … prendevano … subito dopo aver fatto all’amore … “Amala, Pazza Inter … Amala! … È il cuore nerazzurro che si fa sentire”.