Orecchiette zucca pere e formaggio

Non sapevo più cosa inventarmi … Ma che buono!
Ingredienti x 1p
200 g zucca
80 g orecchiette
1 pera
1 fetta formaggio dolce a pasta morbida ( tipo galbanino)
Timo salvia scalogno qb
Olio evo qb
Sale e pepe qb
peperoncino piccante a piacere 
Preparazione
Sbucciare la zucca e tagliarla a dadini piccoli. Scaldare l’olio in una larga padella che possa contenere la pasta, far appassire lo scalogno tritato aggiungere la zucca lavata e scolata, a fuoco medio portare a cottura, aggiungendo pochissima acqua solo se necessario, poi aggiungere il timo e la salvia spezzettati, e lasciare insaporire. Salare e pepare. A parte lessare la pasta, scolarla al dente e versarla nella padella amalgamando il tutto. Aggiungere pezzetti di pera e di formaggio tutto tagliato a dadini, mescolare per insaporire e servire subito.

F. Gentile 25 ottobre 2019

Meteoropatia pasquale

Diciamo la verità: chi di noi, nei giorni scorsi, ha seguito le previsioni del tempo? Negli anni passati aspettavamo la sentenza dei meteorologi con il batticuore: avremmo potuto fare la Pasqua con chi vuoi e la Pasquetta dove vuoi? E quante volte facevamo programmi stupendi, viaggi o pranzi all’aria aperta che venivano rovinati dalle bizze di Giove  dio della pioggia, del tuono e del fulmine? Con i cestini pieni di teglie di pasta al forno, parmigiana di melanzane, salumi e formaggi, tortani, casatielli e pastiere, aprivamo la porta di casa e l’urlo terrificante di tutta la famiglia: “Piove! Governo ladro!” manco se il Governo fosse tale solo quando piove …
Questo inverno, almeno in Lombardia, l’Inverno non si è fatto vedere, qualche pioggerellina tre o quattro volte, smog alle stelle, poi sempre bel tempo e la Primavera si è presentata in anticipo più bella che mai: abbiamo seguito il passaggio dalle grate delle finestre, divenute unici schermi non virtuali aperti sul mondo esterno, noi chiusi nei rifugi antivirus delle nostre case, al riparo dai bombardamenti dei missili Covid 19, stretti ai nostri cari vicini o in videocall, in attesa delle sirene e delle campane che annunceranno la fine delle ostilità …
Feste diverse, auguri quasi mai “pensati”, “creati” da chi li invia,  scambiati automaticamente, decine di bigliettini uguali,  colorati con coniglietti, uova, colombe, quasi sempre gli stessi, inviati da amici e parenti che, spesso, rinviano quello che tu avevi mandato loro: nella normale quotidianità si è distratti, perché si corre a lavoro, a scuola, a fare la spesa … Meraviglia che, anche stando in casa, non si legge mai con calma un post, un messaggino, un commento, non si arriva fino in fondo e a volte vengono date risposte fuori tema …  Forse perché, come dicono, si sono riscoperte cose e passioni che avevamo dimenticato: la pittura, la musica, la cucina, le pulizie “di Pasqua”, il coniuge, i figli … oppure siamo talmente depressi che ci muoviamo come automi tra una stanza e l’altra, un cellulare e un PC, tra un social e un’anti – social … tra un decreto e le sue variazioni di usanze e folclore.
Sono le feste del Coronavirus e allora sforziamoci a RESTARE IN CASA ancora perché siamo stanchi di sentire grandi numeri e curve più o meno in discesa: puntiamo sui bassi numeri e prepariamo il pic nic di Pasquetta nella sala da pranzo, spostiamo il tavolo, mettiamo un plaid sul pavimento e apriamo i cestini della bontà e della compagnia, perché UNITI CE LA FAREMO!!!