Beata ignoranza con caduta al buio

“Beata ignoranza”, come la maggior parte dei film italiani usciti negli ultimi anni, ha avuto contributi dal Ministero perché di interesse culturale, ma a mio parere, spesso non riesco a vedere questa mia crescita culturale nel guardare certe storie. Mi sono divertito a tratti, devo ammetterlo e forse ero ben disposto essendo ieri sera la chiusura del Carnevale Ambrosiano e dopo aver gustato un ottimo piatto di spaghetti ai gamberoni, ma la storia di questo film è proprio basata su vicende elementari, messe insieme in maniera caotica e spesso sembrava non sapere come arrivare a una conclusione che già avevo intravisto dall’inizio … Non ricordo se ci fosse una colonna sonora. Marco Giallini è un bravo attore e fornisce molti spunti al suo personaggio, Alessandro Gassman è un bravo attore messo in abiti sbagliati e indossati con grandi sforzi. L’intento iniziale della storia poteva essere interessante, mettendo a confronto due mentalità, due caratteri e due modi di affrontare le nuove tecnologie e i mezzi di comunicazione “social” che ci vedono sempre più coinvolti nell’uso e sempre più soli, ma questo film non si avvicina minimamente alla novità sconvolgente che ci presentò sullo stesso tema “Perfetti sconosciuti”. Sono uscito senza aver trovato una giusta dritta sulla convivenza con gli smartphone e anche vittima della mia ignoranza di prestare attenzione al buio completo di un’istante in sala, proprio mentre, rientrato dalla toilette, mettevo i piedi per scendere gli scalini nel vuoto e ne saltavo tre in un sol colpo, rovinando pesantemente tra mia moglie e le poltrone della fila precedente. Due spettatori, molto social, mi hanno aiutato a rialzarmi e ho visto il secondo tempo tra gonfiori e dolori in punti vari e visione più severa di una storia confusionaria. Forse è stato uno scherzo di Carnevale.

locandina da internet

Una scoperta, diciamolo …

La mostra milanese su “Bellotto e Canaletto – Lo stupore e la luce”, visitata ieri alle Gallerie d’Italia, con nostri amici, ci ha attratti dal primo giorno e finalmente ci siamo.. Canaletto: volevamo vedere da vicino molte sue opere, rafforzare la nostra idea, fin da ragazzi, che la pittura è fotografia o che la fotografia è pittura. Dettagli perfetti di paesaggi, palazzi e monumenti offrono la visione che si potrebbe avere da una finestra affacciata sul mare, su una piazza e il suo mercato, su una chiesa. E se la fotografia diventa film, l’emozione è ancora più forte: pennellate delicate che hanno creato la perfetta sincronia di movimenti con la vita di pollami, cagnolini, cavalli e  persone singole o cortei lunghissimi con centinaia di personaggi … Canaletto lo avevamo conosciuto attraverso tanti libri e documentari, la conferma di un artista unico. Unico? E qui la nostra scoperta. Bellotto: veramente non lo conoscevamo. Nipote di Canaletto, suo allievo fedele, sua macchina fotocopiatrice per molti anni e tanti quadri con lo stesso soggetto sono anche messi a confronto ed è veramente difficile, come in una Settimana Enigmistica, individuare le differenze. Sembra la stessa mano, stessa leggera pennellata, stessa scelta e miscela di colori … Bravissimo, questo Bellotto! E anche quando ha viaggiato da solo per l’Europa,  ha mantenuto lo stile arricchendo i suoi quadri con  una perfezione fotografica (i suoi quadri su Varsavia furono usati per la ricostruzione della Città dopo la distruzione della Seconda Guerra Mondiale …). Siamo usciti veramente arricchiti d’immagini e soddisfatti per aver colmato una grossa lacuna culturale …

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Calamari ripieni su piselli …

Ingredienti x 2 p
2 calamari di media grandezza
2 fette pane raffermo
1 tazza di piselli lessati
Parmigiano q.b.
Pane grattugiato q.b.
1 uovo
1 dito vino bianco
Aglio, sale, pepe, prezzemolo q.b.
Olio evo q.b. 
Preparazione
Pulire i calamari: eliminare le interiora, il gladio (la conchiglia trasparente) e la pelle esterna; eliminare anche il becco corneo dai tentacoli, gli occhi e la parte circostante.
Risciacquare molto bene il tutto. Tagliare a pezzetti i tentacoli e le alette, soffriggerli in olio e aglio tritato, sfumare col vino bianco, salare e pepare, cuocere fino a cottura. Aggiungere i piselli cotti e mescolare. Versare tutto in una ciotola, lasciare intiepidire e, nel frattempo, ammollare il pane in acqua, strizzarlo e aggiungerlo all’ impasto di pesce e piselli, aggiungere il parmigiano, amalgamare con l’uovo, salarlo, e, se occorre, aggiungere un po’ di pangrattato.
Riempire le sacche dei calamari con il ripieno preparato e chiudere l’estremità con ago e filo bianco (che sarà eliminato dopo la cottura) o con degli stuzzicadenti.
In una larga padella soffriggere un poco di aglio in olio, adagiare i calamari ripieni e lasciar rosolare a fuoco filo da ambo i lati, bucherellando delicatamente le sacche.
Sfumare con il vino bianco, aggiungere il prezzemolo, abbassare la fiamma e portare a cottura (se necessario aggiungere poca acqua). Lasciare raffreddare, tagliare a rondelle e servire caldi irrorati dal sughetto e altri piselli tenuti da parte.

Famiglia Gentile 12 febbraio 2017