Quante promesse da questo Governo. Se Silvio ha la faccia tosta, Antonio ce l’ha di Pietro! Solo Casini nel Parlamento e chi lavora di Fini…
Archivio mensile:Settembre 2010
Discorso d’altro mondo
Ho appena finito di seguire il discorso alla Camera del Presidente del Consiglio. Ho sempre supposto che per sua fortuna o bravura vivesse in un altro mondo, ma oggi ho avuto la conferma. Si parla ancora del Ponte di Messina nonostante la crisi. Si promette di finire la Salerno-Reggio Calabria che è in costruzione da decenni. Eppure, varie trasmissioni, tipo Striscia la notizia o Ballarò, fanno vedere strade interrotte in campi di grano o in … Cimiteri. Si dice che i giovani sono il nostro futuro, ma nulla su come dare un lavoro o come investire su ricerca e sviluppo. Riduzione delle tasse per tutti: ancora? Le tasse devono essere ridotte per dipendenti, precari o meno, e pensionati ma chi è più ricco deve pagare di più. Si promette il quoziente familiare, ma se non è ben studiato finisce che, a parità di componenti, pagheranno di più le famiglie con più stipendi “poveri” anziché una famiglia con monoreddito “alto”. Riduzione della criminalità: è vero, molti arresti sono stati fatti, ma se politici condannati sono in Parlamento, non ci sarà mai pulizia, Come la monnezza a Napoli. L’immigrazione è ridotta? Abbiamo cisto come i libici fanno morire nel deserto chi vuole raggiungere l’Eden nel nostro Paese. Per la giustizia la vedo dura: si potrà forse fare solo qualche lodo, ma la vera riforma e l’accelerazione burocratica dei processi, con informatizzazione, difficilmente verrà realizzata sia perché occorrono risorse umane ed economiche, sia per la mancanza di impegno politico. La fiducia al Governo sarà di poca durata: l’Italia all’estero è vista come traballante e le promesse di milioni di posti di lavoro sono e resteranno solo un sogno per gli italiani. Unica consolazione dopo il discorso: non sentiremo parlare per un po’ di immobili e più amate dagli Italiani!
Potere d’acquisto in caduta
In dieci anni abbiamo perduto 5.450 euro in potere d’acquisto del nostro stipendio. Questa la notizia di un ennesimo studio. Certo, fior fiori di analisti sono arrivati, probabilmente dietro lauti compensi, alla conclusione cui noi, semplici cittadini, siamo arrivati fin dall’introduzione dell’euro. I prezzi raddoppiarono da un giorno all’altro e il nostro stipendio sembrò immediatamente misero, con quei pochi zero, senza sostanza. Se i nostri politici andassero più spesso a fare la spesa invece di mandare le loro badanti, si accorgerebbero che un chilo di carne costa la trentesima parte dello stipendio di un operaio ovvero la trecentesima parte del loro stipendio. Ora ci si chiede: se la famiglia di un operaio, senza fare altre spese o pagare fitto, acqua, luce e gas, lavarsi o pulirsi, può mangiare un chilo di carne al giorno, di quante bocche è formata la famiglia del politico che al giorno ne può mangiare dieci chili? Non tutti ricevono case in regalo oppure dai beni di partito. Non tutti mangiano quasi gratis alla bouvette del Parlamento mentre un bambino paga otto euro di ticket per mangiare precotti ai minimi termini nelle mense scolastiche. Questi studi vanno anche bene per far aprire gli occhi di chi ci governa sulla crisi che c’è, ma fanno solo amareggiare chi la crisi la vive.

