Giovani e sfiducia.

Ho seguito su Facebook una serie di commenti tra giovani sulla situazione attuale e ho notato molta demotivazione. In particolare, qualcuno ce l’ha con quelli che li hanno visti crescere, dando consigli e spronandoli a far cose senza preparare un mondo possibile. Hanno ragione. Ancora oggi, noi di una certa età, ancora non abbiamo capito che bisogna puntare sulla sostenibilità ambientale ed economica, sulla concretezza, sulla ricerca … Qualche giovane ha mandato alla nostra generazione un “Vaffa…” che, forse, ci meritiamo. Ma vorrei dire loro che bisogna reagire, darsi da fare, avere coraggio… E accettare qualche consiglio da chi ha già percorso certi labirinti della vita.

Ho vissuto gli anni ’60, ho studiato e sono emigrato dalla mia città che amo tanto. Ho trovato lavoro in una città del Nord che mi ha fatto da mamma. Mi sono impegnato per essere apprezzato, ho rispettato per avere rispetto e sono stato educato per avere affetto. Con convinzione e sopratutto coerenza. Ho avuto amici e nemici. Con i risultati ho fatto anche un po’ di carriera. Non ho potuto e non ho voluto chiedere aiuto e sono fiero di quel poco che ho, partendo veramente da zero.

E’ molto difficile mantenersi su una strada onesta e forse ci sono furbi che vivono meglio. Ma è sopratutto importante il fatto che non ho da  ringraziare preti, politici e mafiosi.