Autobus Rho-Fiera. Mistero.

Fiera Rho-Pero, difficile da raggiungere, misteriosi i motivi. Se le infrastrutture non sono ancora complete, c’è da dire che la metropolitana, oggi, è il mezzo più facile per chi arriva da Milano. Ci sono anche i treni delle Ferrovie dello Stato, ma puntualità e comodità sono utopie. Per chi vuole arrivare da Rho e dalle cittadine del nord-ovest, il discorso è più complicato. Ci sono degli autobus che portano dalla Stazione FS di Rho alla Stazione Fiera: ebbene, considerando che le manifestazioni fieristiche spesso sono aperte al pubblico nel weekend, vedi il Macef attuale, la mia esperienza è stata negativa.
Il servizio è gestito dalla STIE con orari del sabato che prevedono corse a distanza di trenta minuti prima dell’apertura Fiera e poi le corse ci sono ogni ora. Alla fermata c’erano operatori e visitatori, anche con bagagli, che avendo perso per pochi minuti una partenza hanno dovuto attendere sotto il sole un’ora! La domenica, poi, la tragedia: al mattino e fino alle 14 circa, non sono previste corse e chi arriva da altre città e non lo sa, deve prendere un taxi. Problema irrisolto: quanti taxi sono disponibili nel piazzale della Stazione di Rho? Idea geniale: nelle giornate di manifestazioni in Fiera non si possono prevedere incrementi di corse? E dovrebbe arrivare anche l’EXPO’…

Pubblicata da Settegiorni il 17 set 2010

Air Force One italico in emergenza.

Se su un aereo qualsiasi c’è un’avaria, l’aereo cade. L’aereo di Stato su cui viaggiava il Cavaliere è riuscito ad atterrare a Linate. Corrono voci: il pilota, comunista, non ha voluto portarlo a fare gaffes a Bruxelles; chi viaggiava con lui ha imposto l’atterraggio al pilota per non sentire più barzellette; in Purgatorio non hanno voluto chi purga i dissidenti dal Partito; all’Inferno i lussuriosi non hanno voluto uno scomodo rivale; in Paradiso hanno deciso di tenersi ancora Dio come leader.

Vorrei…

Vorrei avere in regalo una casa oppure comprare una casa sulla Costa Azzurra al prezzo di un monolocale al Gallaratese. Vorrei non pagare il canone RAI. Vorrei non pagare le tasse. Vorrei non pagare le multe come gli agricoltori del Nord per le quote latte. Vorrei avere una piccola parte dei fondi Europei destinati al Mezzogiorno e che, invece, vengono destinati a opere che non vedremo mai. Vorrei una parte minima dei beni sequestrati ai mafiosi prima che vengano destinati a fantomatiche associazioni. Vorrei guadagnare come quei venditori di cibi scaduti, uova “topizzate” o mozzarelle multicolori. Vorrei avere la faccia tosta per dedicarmi alla politica e vendermi al miglior Leader offerente. Vorrei fare scuole dove s’insegna per la cultura e non per lavare il cervello dei bambini col simbolo di un Partito. Vorrei destinare soldi alla ricerca e superare i cinesi con la qualità dei nostri prodotti. Vorrei dare contributi alle Aziende che assumono giovani sfruttati con lavori a progetto o a tempo determinato. Vorrei decidere di dividere il montepremi del Superenalotto per far vincere più famiglie. Vorrei. Ma non posso: ho appena scoperto un aumento di tassazione dello 0,7 per cento sulla mia pensione e nessuno ne parla.