È proprio vero che l’Italia è il Paese dove le leggi non devono essere rispettate per vivere bene. È una convinzione di molti ed il comportamento di chi ci governa a tutti i livelli non fa altro che aumentare i proseliti. Un esempio? Il recente episodio delle catene imposte dalla Provincia di Milano e che adesso molti rifiutano e forse finirà tutto in una bolla di sapone. Bene, tutto è bene quando finisce bene. Ma non è così. Chi, ligio al dovere, ha fatto la corsa a comprare catene o gomme da neve prima della fatidica data del 15 novembre, rimane fregato, oltre che essere stato preso in giro da amici più furbi. E’ vero: bisogna guardare alla sicurezza, ma questa non deve essere un obbligo. Se poi lo è e un cittadino si adegua, a questo punto non può rimetterci parte dello stipendio. Allora cosa dovrebbero fare tutti i compratori di catene di questi ultimi giorni? Legarsi con le catene al portone della Provincia? Riunirsi in associazione e chiedere il rimborso previo visione scontrino? Rivolgersi, pagando, ad Associazioni di Consumatori che aspettano queste confusioni regolamentari, per una causa collettiva? Siamo all’assurdo. Forse non mi sono ancora ripreso dallo shock della recente prebenda, ma vedo politici impazziti nel fare e disfare. E io pago, diceva il comico, ma veritiero Totò.
Archivi giornalieri: 10 Novembre 2010
Vieni via con me
La buona televisione esiste. Chi ha visto VIENI VIA CON ME ha capito come senza gossip e spazzatura, senza Grande Fratello o Uomini e Donne, si può “crescere”, pensare, riflettere, conoscere, imparare e gustare l’arte della recitazione e del canto. Quando la democrazia vince sul personalismo e gli artisti possono esprimersi al massimo delle loro capacità, un vero piacere prende il telespettatore perché si rende conto che ha visto e sentito “cose reali”, fatti accaduti e sentimento. Lo spettacolo è scivolato come l’acqua limpida di un ruscello, senza inquinamenti. Si può essere d’accordo o meno con certi concetti o con alcune frasi: fa parte del gusto dei singoli. La cosa bella dello show di Rai Tre è stata la vera possibilità di scegliere e apprezzare o meno le varie proposte, senza grida, senza litigi, senza oscenità gratuite. Chi se ne frega dell’auditel, che comunque è stato un record. Forse è questo un passo verso la televisione di qualità!
(Pubblicata da DNews Roma il 16 nov 2010 a pag.10)