Sanremo …. Solita pappa.

Io non sono un fedele spettatore dei Festival di Sanremo, ma mi chiedo: cosa è cambiato rispetto ai precedenti? Io finora mi sono addormentato più volte e mi sono addirittura rifugiato su La7 a risentire le stesse parole parole su pensioni vitalizi e caccia inesistente agli evasori fiscali. Almeno ho visto sorridere la Fornero in accordo con Cottarelli e ho cercato di capire ciò che diceva Costanzo…

Tortino di patate e porri

INGREDIENTI
4 patate medie
6-8 porri
Grana q.b.
Olio evo, sale, pepe q.b. 
PREPARAZIONE
Spelare i porri dello strato di foglioline esterne, tagliarli a rondelle sottili e rosolarli in una padella con olio, sale e pepe, mescolando spesso fino a che appassiscano.
Ricoprire una tortiera di carta forno, Pelare e tagliare a fette sottili le patate.
Mettere uno strato di patate nella tortiera, salare e aggiungere uno strato di porri, ricoprire con altre patate, salare, spolverare di grana, versare un fili di olio evo, e continuare con gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti.
Terminare con le patate: salare, pepare, spolverare di grana, versare un filo d’olio ed infornare a 200° per circa 30/40 minuti o fino a doratura. Servire tiepido.

Famiglia Gentile 11 gennaio 2018

Una “Venere in pelliccia” doc

Il teatro è partecipazione, è comunicazione bidirezionale tra attori e pubblico, interazione, feeling, sensazioni, antipatie e simpatia, fischi o applausi… “Venere in pelliccia” al Teatro Carcano di Milano, ci ha fatto crescere in empatia, attenzione e attrazione, ci ha fatto trascorrere momenti di vera distrazione dai problemi e ci ha regalato pure risate e spunti di riflessione. La trama è nota, ispirata da un romanzo erotico dell’autore austriaco Leopold von Sacher-Masoch pubblicato nel 1870 e ben trasportata nel film omonimo di Roman Polanski del 2013: come al solito, non la racconto. La commedia parte su binari diritti, va avanti senza intervallo, mantiene vivi dall’inizio alla fine in un continuo gioco di ruoli tra un uomo, il regista interpretato con maestria da Valter Malosti (che è anche l’adattatore di questa versione italiana e regista vero dello spettacolo) e una donna, interpretata divinamente da Sabrina Impacciatore che riesce a cambiare espressioni, atteggiamenti, volti e linguaggi con una padronanza di scena incredibile perché noi eravamo abituatati a vederla in filmetti leggeri, in ruoli di comica, mentre qui dimostra doti di recitazione enormi, capacità di trasformazione immediata dal volgare al nobile, dalla stupidità all’intelligenza e furbizia, da movimenti rozzi a quelli delicati e molto sensuali. Scenario limitato, giochi di luce e buona acustica. Una serata piacevole.

locandina da internet