La Zuppa del Giovedì Santo. Ce l’ho …

Quest’anno a Carnevale, niente lasagna con ricotta, polpettine e ragù, niente pizza cu ‘e cicoli, niente pasticciello di farina gialla … Motivi vari ci hanno tenuti fuori da tradizioni Pasquali … Tra le specialità nel cassetto, non ho: tortano, casatiello, pizza ‘mbuttunata cu ‘a scarola, pizza cacio e uova, affettati di salumi e formaggi, ‘a ricotta salata, uova di cioccolato, colombe …. Ma con sommo gaudio, ho collezionato ieri sera la Zuppa del Giovedì Santo e una mezza fettina di pastiera! 

‘A zuppa forte, con base di freselle o crostini su cui vengono sparse cozze, vongole, pezzetti di polipo e, quando reperibili, “maruzzielli” (lumachini di mare) immersi in sughetto ai pomodorini e innaffiati da olio al peperoncino piccante, è il “must” per i napoletani che amano gustarla, al rientro dallo “struscio” per le strade principali (una volta ci si vestiva di nuovo e si andava in giro per mostrare gli abiti primaverili) e dalla visita ai “sepolcri” almeno in sette Chiese (dove,  per celebrare l’ultima cena si espone l’Eucaristia in un altarino appositamente creato davanti all’altare maggiore, circondato da lumi e piante di grano spigato e composizioni di fiori, sistemate con fantasia e arte).

La pastiera non ha bisogno di spiegazioni, nota ormai in tutto il mondo …

E con lo stomaco soddisfatto, il cuore gioioso, la mente piena di immagini e lo spirito in pace, a letto per sognare ricordi d’infanzia …

Ma cosa ci dice il cervello. Boh!

Ieri un film comico con un’attrice brava comica, circondata da tanti attori, notoriamente bravi e comici, non sempre ben impegnati da un regista comico. Allora si ride? Si, ma non tantissimo. Allora il film è pesante? No, scorre bene tra alti e bassi e comunque fa trascorrere il tempo in modo spensierato. “Ma cosa dice il cervello” vuole essere una ribellione a certi comportamenti della nostra società e in qualche modo riesce, ma il modo, spesso lascia molto perplessi. Comunque:  Paola Cortellesi è brava, trasformista, simpatica. Menzione per  Stefano Fresi e Carla Signoris poi hanno fatto il possibile Tomas Arana, Teco Celio, Remo Girone, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Ricky Memphis, Paola Minaccioni, Giampaolo Morelli, , Alessandro Roja … Non inquadrata nel ruolo Claudia Pandolfi. Il regista Riccardo Milani, che avevamo conosciuto e apprezzato per Come un gatto in tangenziale, avrebbe potuto dare di più.

Locandina da Internet

Dolceroma … miele amaro.

Ci sono film che passano in silenzio. Stasera in sala eravamo in otto per vedere “Dolceroma” un film italiano che ci ha sorpreso perché trama, ritmo e thriller che non ha da invidiare quelli americani, ci hanno conquistato man mano che passavano i minuti. Non siamo abituati a vedere “commedie” così ben fatte, con la regia di Fabio Resinaro molto decisa nel fare un prodotto “serio”, con un cast ben scelto: grande Barbareschi che evidenzia tutta la sua esperienza da palcoscenico, fascinosa, brava la pluripremiata e senza veli, Claudia Gerini, molto bene e promettente Lorenzo Richelmy,  stella crescente Valentina Bellé, l’esperto Armando De Razza e realistico Francesco Montanari, circondati da tanti altri tutti “centrati”. Buona la fotografia specie nei primi piani ricchi di espressività con Roma che fa da sfondo sempre, a volte di nascosto … Il film offre anche diverse battute che fanno sorridere e altre che fanno pensare. Per il successo cosa si può arrivare a fare? Strano che il pubblico non arrivi e forse proprio la qualità di una storia ben scritta e con finale a sorpresa lo tiene lontano: per la paura di vedere una storietta all’italiana. Non è così: questo film merita molto di più. Ed è questa la nota … amara.

Locandina da internet