Le serate dopo Natale possono essere “pesanti”: l’allegria delle feste sembra già un ricordo e l’umore torna al quotidiano, alla normalità piatta … Un’ancora di salvezza è arrivata dal Teatro: Slava’s Snowshow è uno spettacolo fantastico, un cartone animato dal vivo, con scene ed effetti straordinari, sorprese continue, capace di suscitare emozioni e tante risate. Mi sono meravigliato a ritrovarmi bambino, a ridere tanto da avere gli occhi lucidi, proprio io che non so più ridere, che i miei figli accusano di essere diventato un orso, già da anni … Proprio io che guardo il mondo con diffidenza e le persone sempre più con meno fiducia, tutte attente agli egoismi e a obiettivi continui e spesso fuori portata, sono tornato al passato, a vivere momenti spensierati sognando che il sipario, quando si calerà sulle scene, lasci aperto uno spiraglio di allegria nella vita reale. Io consiglio di portare i bambini a vedere questo spettacolo, ma portare se stessi nel mondo delle fiabe vere, non quelle della politica e dell’odio sociale …
Domenica, una mostra straordinaria “A Visual Protest” per le opere di un artista straordinario: Banksy, il misterioso, satirico, contestatore, eclettico eroe della street art con riferimento a cultura, politica, etica, storia … Scrive: “UN MURO E’ UNA VERA GRANDE ARMA”. Guardare e riflettere, ammirare e sorridere o angosciarsi o innamorarsi … Abbiamo letto un suo messaggio: “PROTESTO DUNQUE SONO” che spiega tanto … La mostra al Mudec di Milano fa un giro a 360° gradi sull’inventiva dell’ancora sconosciuto artista che sorprende a ogni passaggio, a ogni angolo … Qua sotto alcune foto, ma il consiglio è andare al Museo delle Culture.
Nota: per ingrandire la foto che interessa, cliccare sopra. Le informazioni sulla Mostra su questo blog alla voce “Tempo libero & prezioso” del menù sulla Home Page.
In giorni in cui si evidenzia il problema della violenza sulle donne, andare a vedere questo film rende brutalmente consapevoli che le vittime più dolorose non sono i soldati che la guerra la fanno per mestiere o per ideale, ma le donne e i bambini, la popolazione civile, che tra bombardamenti, stupri, sentimenti e mancanza di diritti, lasciano tracce di sangue, spesso dimenticate o guardate con indifferenza, da lontano, senza coinvolgimenti e , almeno, un po’ di pietà … “A Private War” racconta la vita della giornalista Marie Colvin, corrispondente di guerra del Sunday Time, che aveva l’obiettivo e anche l’ossessione di mostrare al lettore l’orrore non dal punto di vista degli eserciti, dei soldati e dei loro drammi, ma quello delle atrocità nelle città, nei luoghi pubblici, nella vita privata e negli affetti. Lei diceva: “Non è importante quale esercito compia l’attacco, quello che conta è il costo umano delle persone” inviando articoli dai Paesi martoriati, Timor Est, Cecenia, Iraq, Afghanistan, Libia, Siria … con le foto di Paul Conroy con cui aveva stretto un sodalizio professionale che durò per sempre. Lei puntava lo sguardo direttamente sulla sofferenza, sia per la morte di un bambino, sia davanti a fosse comuni con centinaia di scheletri … Un lavoro difficile a cui non sapeva rinunciare nonostante una vita privata difficile, i tentativi di abbandonare tutto, una condizione psicologica molto provata dai fatti vissuti e il ricominciare … bella la frase: “Ho paura di invecchiare, ma anche di morire troppo giovane”. Poi di nuovo al fronte, ad intervistare personaggi storici, ad esempio Arafat e Gheddaffi …
Il film mette insieme documentari reali dell’epoca e ricostruzioni cinematografiche molto realistiche, attori famosi e bravissimi (la grande Rosamund Pike più che immedesimata in un ruolo difficile, Jamie Dornan, Tom Hollander, Stanley Tucci, Greg Wise, Faye Marsay .. ) e attori presi dalla strada, molto, molto verosimili. Ottima la fotografia e colonna sonora non invadente. Il regista Matthew Heineman ha evidenziato ormai grande esperienza e capacità. Queso film non si dimenticherà facilmente, lasciando a noi la riflessione sull’attenzione che poniamo guardando la TV, parlando, mangiando, scherzando, mentre giornalisti-eroi cercano di farci capire quanto una guerra sia terribile e quanta indifferenza c’è quando non si è toccati da vicino ..