La pioggia e la scarsa scelta tra i film usciti in settimana che non siano cartoni animati, ci ha portati a vedere “Uno di famiglia”, presentato in quasi tutte le trasmissioni TV come film commedia diretto da Alessio Maria Federici, che regala risate a tonnellate: la partecipazione di Nino Frassica, comico naturale, e della brava Lucia Ocone, erano una garanzia. Secondo me, le promesse sono mantenute nel primo tempo, poi man mano la storia diventa quasi stancante, un finale futile, e le risate perdono di peso. Insomma, ho visto uno dei tanti film all’italiana che non passerà alla storia del cinema. Gli attori si sono impegnati e sono bravi, Pietro Sermonti dopo tante fiction ha un ruolo principale a cinema, Sarah Felberbaum sempre delicata e più spigliata, Moise Curia, Massimo De Lorenzo, Anna Della Rosa, Giampiero Judica e Neri Marcorè che in due momenti ci regala la sua simpatia, un po’ ripetitiva. Insomma, da vedere per stare riparati dall’acqua e avere la scusa di andare a gustare una pizza …
“Il traffico di migranti rende più della droga” diceva qualcuno, tempo fa, nella vita reale del nostro Paese e questo concetto è valido ovunque, come dimostra questo film “Soldado”, anzi, se a ciò si aggiunge il business di favorire anche i trasferimenti oltre confine di terroristi, la montagna di danaro da gestire diventa iperbolica. L’ambientazione al confine tra Stati Uniti e Messico, scelta da Stefano Sollima per il film, potrebbe essere ovunque nel mondo. Il film racconta proprio in maniera molto realistica nella sua violenza (come in Gomorra – La serie, diretta dallo stesso regista) e nella sua concatenazione degli avvenimenti, l’intervento delle forze US nella guerra tra “cartelli” criminali messicani, tramite sotterfugi più o meno segreti, con l’aiuto di un personaggio, un sicario molto, molto bravo, e basandosi sull’affetto che un padre, pur malavitoso, ha per la propria figlia …. Scene veloci, azione che tiene attenti, colonna sonora adeguata e attori di grande esperienza, specie in film di questo tipo: Benicio Del Toro, Josh Brolin e altri, ma anche di una ragazza dagli occhi molto espressivi e brava, Isabela Moner. Il film nasce da uno precedente del 2015 e diretto da Denis Villeneuve: “Sicario” che ebbe successo, ma questo secondo film non è da meno, con il regista italiano, ormai noto all’estero e che ha ottenuto riconoscimenti e, in questo caso, un budget americano che lo ha messo davanti a una platea enorme. Da vedere? Si, specie per chi ama adrenalina …
Meno male che esiste il FAI Fondo Ambiente Italiano … In 17 anni, abbiamo potuto visitare i beni artistici gestiti dal Fondo, ma anche molti siti che normalmente non sono visitabili e che nascondono meraviglie immense di cui il nostro Paese è ricco e che spesso trascura, senza pensare che la più grande fonte di lavoro e ricchezza dell’Italia è legata proprio al turismo dell’arte …
Sulla scia della Mostra visitata in Triennale a Milano, dedicata all’architetto Osvaldo Borsani, figlio del fondatore dell’Atelier in cui fin da ragazzo aveva vissuto tra oggetti d’arredo per la casa e a contatto con gli operai e poi lui stesso fondatore nel 1954, come creativo, col fratello gemello, come gestore, della Tecno nota per i futuribili e comodi arredi d’ufficio siamo stati in questo weekend a Varedo MB a visitare Villa Borsani, progettata nel 1940 da Osvaldo Borsani, per i suoi genitori e realizzata durante la Seconda Guerra Mondiale e nella quale si offrì ai milanesi la possibilità di immagazzinare i mobili provenienti dalle case bombardate. Osvaldo recepì le diverse tendenze architettoniche del modernismo europeo e della tradizione milanese attraverso figure chiave dell’architettura del XX secolo quali Giovanni Muzio, Piero Portaluppi e Giuseppe de Finetti. Per decenni la Villa fu il luogo del dialogo fra Osvaldo Borsani e i suoi “collaboratori eccellenti”: Gio Ponti, Arnaldo e Giò Pomodoro, Ugo Mulas, Roberto Crippa, Aligi Sassu, Fausto Melotti, Agenore Fabbri e Lucio Fontana.
A Novara, visita a Palazzo Bellini, sede di Rappresentanza e della Direzione della Banca Popolare di Novara, voluto dalla famiglia Torrielli, poi dei Bagliotti e infine dei Bellini. Il Palazzo è ricco di sale e di opere d’arte poste nelle numerose, decorate e affrescate sale, come la Galleria degli Arazzi del Settecento, quella della collezione di stupendi coralli siciliani, la Sala Maggiore o Sala della Musica. Dipinti, tra cui alcuni di Van Dyck, cristalli di Murano, ceramiche … Importante anche per la storia: qui Napoleone sostò per molto tempo e nella Sala dell’Abdicazione Carlo Alberto, dopo la sconfitta della Battaglia della Bicocca, lasciò il Regno al figlio Vittorio Emanuele.
La visita al Palazzo Episcopale, ex fortezza modificata nel XVI e VII sec, ci ha mostrato ampi loggiati e archi, un sontuoso scalone che porta al piano nobile dove, oltre varie sale, c’è la stupenda e antica Cappella palatina della Maddalena, con un singolo altare su cui è raffigurata Santa Maria Maddalena, c’è poi un affresco Trecentesco e varie tele raffiguranti la vita di sant’Agostino. C’è anche un bel chiostro.
La chiesa di san Pietro al Rosario ha una semplice facciata e un interno ricco, come vuole lo stile barocco. Fu consacrata nel 1618. Ci sono sei Cappelle e il soffitto, a botte, è completamente affrescato e ci sono opere di artisti come il Procaccini, Sogni, Miglio…
Cosa aggiungere? Grazie FAI !!! Grazie ai volontari e ai giovani studenti che ci hanno guidato con impegno e un po’ di timidezza iniziale …
Note: Le foto degli interni di Villa Borsani e Palazzo Bellini sono rilevate da internet. Per ingrandire, cliccare sulla foto che interessa.