Antonio Albanese questa volta ha fatto un film che non mira alla comicità fatta di smorfie o battute del quotidiano, ma basato su una storia che nel quotidiano viviamo tutti noi quando la nostra routine, i nostri pilastri di vita e di gusti e passioni sembrano cambiare con l’arrivo di uomini, donne e bambini da altri Paesi e, se non siamo attenti e sensibili alle loro necessità, potremmo farci prendere da raptus razziali minacciando la nostra stessa sopravvivenza. Un film “pesante”, allora? Non è così. Con la tecnica del racconto on the road, Albanese ci fa sorridere e ci fa pensare regalandoci bei momenti e anche belle immagini. La scelta di due bravi attori di colore, Alex Fondja e Aude Legastelois è stata centratissima. Probabile che questo film non vinca premi famosi, ma lascia nello spettatore un segno leggero ma che ricorderà sempre di più nei prossimi cambiamenti delle città e dei popoli quell’omino metodico che un giorno decide di sconvolgere la sua vita. Ci guiderà, mano a mano, verso l’integrazione.
Non sempre ho apprezzato film che hanno vinto l’Oscar, come dire che capita che pubblico e critica a volte non vanno a braccetto. Questo film, però, ha veramente meritato i quattro Oscar e tanti altri premi, come Leone d’oro e Golden Globe. Leggendo la breve presentazione o guardando i trailer, mi ero fatto l’idea di un film sottomarino, con mostri acquatici e soliti cacciatori abusivi, ma non è così: la storia, ambientata negli anni ’50 del secolo scorso, in clima di Guerra Fredda, ha un risvolto quasi realistico, ma, in realtà, è una grande, bella favola d’amore, una “Bella e la Bestia”, dove questa volta la Bella è una donna normale, con qualche problema, romantica e coinvolgente, mescolata a un “La La Land”, con colori bassi in una concreta scenografia, bella fotografia, grande colonna sonora, una bella storia che attrae anche chi, come me, non si è mai appassionato alle fiabe e che ha visto una sola volta “Mary Poppins” … Bravo e furbo, come al solito e di più, Guillermo Del Toro, che ha saputo abbinare storia, curiosità, fantasia con occhio al botteghino, stupendi gli attori e su tutti Sally Hawkins, Michael Shannon (II), Richard Jenkins (maestoso), Doug Jones, Michael Stuhlbarg … Una colonna sonora, ricca di brani dell’epoca, che “prende”. Uscendo, ho pensato che, ogni tanto, un po’ di sentimentalismo e di favole fanno bene anche a chi ha un’età … matura.
Dopo una settimana di bombardamenti in tutte le trasmissioni TV di ospiti che presentano filmetti più o meno comici, commedie leggere all’italiana, la pioggia ci ha spinto verso il cinema e, controvoglia, sono andato a vedere un film scelto da mia moglie, che ho pensato essere uno dei soliti film d’azione, con scene computerizzate e movimenti da … vertigini, un’americanata, insomma. Mi sono trovato a vedere un film di spionaggio, girato con tecniche moderne, ma veramente “all’antica”: personaggi reali che si trovano implicati in cose più grandi di loro e devono darsi da fare per sopravvivere al tempo della nuova guerra fredda tra Russia e Stati Uniti, ai giochi tra servizi segreti SVR e CIA, con arruolamenti di agenti capaci e “attrattivi” e colpi di scena. “Red Sparrow” è tratto dal romanzo di successo “Nome in codice: Diva”, scritto da Jason Matthews, ex agente CIA, e quindi fa capire bene certi meccanismi tecnici, anche psicologici e di giochi di potere tra forze diverse, tra Capi e Collaboratori, tra parenti-serpenti, tra uomini e donne … Una stupenda attrice, Jennifer Lawrence, dà imponenza col suo fascino magnetico al personaggio principale e tutti gli altri attori principali, di grande fama, Joel Edgerton, Matthias Schoenaerts, Charlotte Rampling, Jeremy Irons, danno un contributo d’esperienza. Bella la colonna sonora e la fotografia che insiste spesso sugli occhi “magnetici” della Lawrence o su particolari di oggetti, con la regia di Francis Lawrence (che non è parente, ma grande sostenitore della Jennifer che ha diretto in altri film, come Hunger Games etc ). La sensazione, uscendo dalla sala è che al pubblico il film sia piaciuto anche se qualche approfondimento è stato evitato. Tornando alla mia introduzione, mi chiedo: come mai di certi film si sa poco e niente, guardando le TV? E’ vero che siamo in Italia e bisogna tirare acqua al proprio mulino, ma almeno alcune trasmissioni dedicate al cinema dovrebbero accennare a trame così importanti …