Ultima cena?

A Teatro la commedia “Le Prénom – Cena tra amici” di Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière, in questa versione italiana di Fausto Paravidino ci ha fatto rivivere tanti momenti conviviali in famiglia e con amici che iniziati all’insegna della compagnia, del buon appetito e di grandi propositi, raggiunge momenti di cordialità e di incomunicabilità, di massima allegria e caduta nei problemi che bene o male assillano tutti. La partenza è un po’ lenta ma poi gli attori si scaldano, i personaggi con le loro storie diventano sempre più interessanti e il pubblico viene coinvolto sempre di più fino a ridere apertamente in alcuni momenti clou … Un pomeriggio domenicale sereno e ci voleva proprio! Bravi gli attori: Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Aldo Ottobrino, Gisella Szaniszlò e regia attenta di Antonio Zavatteri. Avevo visto il film “Il nome del figlio” di Francesca Archibugi e già la trama mi era piaciuta: a teatro, però, si vive la movimentata cena insieme agli attori: è questa la grandezza del teatro!!!

Beata ignoranza con caduta al buio

“Beata ignoranza”, come la maggior parte dei film italiani usciti negli ultimi anni, ha avuto contributi dal Ministero perché di interesse culturale, ma a mio parere, spesso non riesco a vedere questa mia crescita culturale nel guardare certe storie. Mi sono divertito a tratti, devo ammetterlo e forse ero ben disposto essendo ieri sera la chiusura del Carnevale Ambrosiano e dopo aver gustato un ottimo piatto di spaghetti ai gamberoni, ma la storia di questo film è proprio basata su vicende elementari, messe insieme in maniera caotica e spesso sembrava non sapere come arrivare a una conclusione che già avevo intravisto dall’inizio … Non ricordo se ci fosse una colonna sonora. Marco Giallini è un bravo attore e fornisce molti spunti al suo personaggio, Alessandro Gassman è un bravo attore messo in abiti sbagliati e indossati con grandi sforzi. L’intento iniziale della storia poteva essere interessante, mettendo a confronto due mentalità, due caratteri e due modi di affrontare le nuove tecnologie e i mezzi di comunicazione “social” che ci vedono sempre più coinvolti nell’uso e sempre più soli, ma questo film non si avvicina minimamente alla novità sconvolgente che ci presentò sullo stesso tema “Perfetti sconosciuti”. Sono uscito senza aver trovato una giusta dritta sulla convivenza con gli smartphone e anche vittima della mia ignoranza di prestare attenzione al buio completo di un’istante in sala, proprio mentre, rientrato dalla toilette, mettevo i piedi per scendere gli scalini nel vuoto e ne saltavo tre in un sol colpo, rovinando pesantemente tra mia moglie e le poltrone della fila precedente. Due spettatori, molto social, mi hanno aiutato a rialzarmi e ho visto il secondo tempo tra gonfiori e dolori in punti vari e visione più severa di una storia confusionaria. Forse è stato uno scherzo di Carnevale.

locandina da internet

Una scoperta, diciamolo …

La mostra milanese su “Bellotto e Canaletto – Lo stupore e la luce”, visitata ieri alle Gallerie d’Italia, con nostri amici, ci ha attratti dal primo giorno e finalmente ci siamo.. Canaletto: volevamo vedere da vicino molte sue opere, rafforzare la nostra idea, fin da ragazzi, che la pittura è fotografia o che la fotografia è pittura. Dettagli perfetti di paesaggi, palazzi e monumenti offrono la visione che si potrebbe avere da una finestra affacciata sul mare, su una piazza e il suo mercato, su una chiesa. E se la fotografia diventa film, l’emozione è ancora più forte: pennellate delicate che hanno creato la perfetta sincronia di movimenti con la vita di pollami, cagnolini, cavalli e  persone singole o cortei lunghissimi con centinaia di personaggi … Canaletto lo avevamo conosciuto attraverso tanti libri e documentari, la conferma di un artista unico. Unico? E qui la nostra scoperta. Bellotto: veramente non lo conoscevamo. Nipote di Canaletto, suo allievo fedele, sua macchina fotocopiatrice per molti anni e tanti quadri con lo stesso soggetto sono anche messi a confronto ed è veramente difficile, come in una Settimana Enigmistica, individuare le differenze. Sembra la stessa mano, stessa leggera pennellata, stessa scelta e miscela di colori … Bravissimo, questo Bellotto! E anche quando ha viaggiato da solo per l’Europa,  ha mantenuto lo stile arricchendo i suoi quadri con  una perfezione fotografica (i suoi quadri su Varsavia furono usati per la ricostruzione della Città dopo la distruzione della Seconda Guerra Mondiale …). Siamo usciti veramente arricchiti d’immagini e soddisfatti per aver colmato una grossa lacuna culturale …

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