Un premio ai pendolari

I costi per i pendolari aumenteranno del 35 per cento: lo ha deciso la Regione Lombardia. Intanto noi continuiamo a viaggiare come sardine, in vagoni sporchi per due, tre ore al giorno per andare al lavoro già stanchi e tornare a casa esauriti, con tutte le conseguenze negative. Spesso ho visto sui giornali le foto del Sindaco o del Governatore che, specie in vista delle elezioni, si fanno vedere in metro o in treno. Guardando con attenzione, però, essi sono sempre liberi di muoversi, circondati da gente sorridente a debita distanza … Perché non abbandonano le auto blu per viaggiare tutti i giorni con noi, ultratrentennali pendolari? Forse i nostri “gestori” non hanno ben capito che occorre ridurre gli sprechi senza trascurare manutenzione dei mezzi e qualità della vita. A proposito: potrei partecipare anch’io, insieme ai diciotto membri della delegazione, al viaggio per l’EXPO a Shangai? Dopo tanti anni credo di meritare una vacanza premio e, intanto, potrei capire, sul serio, quando mai riusciremo ad arrivare in tempo all’appuntamento del 2015!

(Pubblicata da Qui Arese n.000 pag.4 del 3 nov 2010 e da Settegiorni del 03 nov 2010)

 

(Foto tratte da Internet)


Basta finti eroi in TV

Ed ora conosciamo Ivan, il capo dell’orda serba che ha impedito lo svolgimento della partita della Nazionale a Genova. Non entro nel merito di come si sono comportati Questura ed esponenti della FIFA, come spettatore mi è sembrato di capire che non ci fosse uno che si prendesse la responsabilità su cosa fare. Come succede sempre nel nostro Paese. Ci siamo abituati. Ma, una volta visto questo Ivan, per favore, non lo vogliamo più vedere. Mi rivolgo a giornali e televisioni che di ogni fatto non si limitano più a riportare la notizia, la cronaca, ma ne fanno un richiamo da Grande Fratello, per vendere di più e per l’audience.

L’assassinio di Sara è diventato uno show continuo su tutte le reti: amici, parenti, sconosciuti vengono intervistati e mostrati come attori o clown buttati allo sbaraglio. Non vogliamo più assistere a ricostruzioni della casa di Cogne o a racconti sulla banda della Magliana. Non vogliamo e non abbiamo bisogno di certi finti eroi. Pertanto non portate nelle nostre case, come novello Corona, un incappucciato terrorista da stadio, dove bambini e mamme volevano assistere al gioco del calcio. Un gioco, niente più.

Il simbolo che unisce

Conversando in casa, ci chiedevamo quanti cittadini sanno delle Celebrazioni per l’Unità d’Italia, cosa c’è in programma, quando, dove. Giornali e programmi TV sono stati impegnati nel seguire i gossip e faccende immobiliari e ben poco è stato dedicato al momento storico che ha creato la nostra Nazione. A distanza di tanti anni, fatta l’Italia ancora c’è da fare gli Italiani. Soltanto davanti a un piatto di pajata e polenta abbiamo visto quell’intesa tra Nord e Sud che invece dovrebbe essere un’intesa vincente contro la concorrenza nella globalizzazione dei mercati e delle idee. Guardando l’inizio dei lavori di rimozione del simbolo leghista dalla scuola di Adro, abbiamo pensato che, al di là di sponsor che possono portare denaro fresco alle casse degli Istituti ormai svuotate, esiste un simbolo vero, unitario e al di sopra dei Partiti politici potrebbe essere applicato in tutte le scuole. Studenti di ogni età, colore o religione che frequentano le nostre scuole dovrebbero conoscere, capire ed amare il verde, bianco e rosso della nostra bandiera.