“Stanlio e Ollio”: l’amicizia oltre i limiti.

Diciamolo subito: “Stanlio e Ollio” non è un film comico: è un film su due comici grandissimi e grandissimi amici. Spesso i film che raccontano la storia di personaggi famosi sono una sequenza di fatti tramandati da cronaca o dalla storia. Questo film, alternando alcune scene e gag della carriera artistica, racconta con delicatezza un solo aspetto fondamentale della coppia: l’amicizia che passa sopra i successi, le difficoltà, gli affetti e le sofferenze della vita di due mostri sacri del cinema che sono, in definitiva, due uomini. Un bel film, piacevole ed emozionante, che non approfitta del numeroso bagaglio di scenette e situazioni comiche che avrebbero potuto attirare tanto pubblico affezionato, fin da bambini e nel corso della vita,  “al Magro e al Grassone”, allo “Stecchino e Ciccione, al “Sicco e Chiatto” … Non contiene continui inserti per “far ridere”, ma entra piano piano in quel rapporto, che fu anche molto difficile, tra due persone messe insieme per creare business e che, nel tempo, si legano così fortemente in un’amicizia che sopravvive anche dopo l’inevitabile separazione della vita. Due grandi attori  Steve Coogan e John C. Reilly, che non sembrano aver fatto sforzi nell’interpretare i due comici, sia per conformazione fisica, sia per naturale gestualità e simpatia insita: bravissimi. Ben scelti tutti gli altri, come Nina Arianda, Shirley Henderson, Danny Huston, Rufus Jones, Stephanie Hyam, Susy Kane, Bentley Kalu, Ella Kenion … Ottima la regia di Jon S. Baird.. Luci e colori ben assortiti, Colonna sonora piacevole, non invasiva. Si esce commossi, ma con una domanda che difficilmente avrà risposte: “A fronte di cartoni animati più o meno violenti, a telefilm più o meno credibili, non sarebbe bello far vedere ai nostri bambini, possibilmente anche a genitori e nonni, i film di Stanlio e Ollio per godere di sane e vere risate?”.

Locandina da internet

Festa del Lavoro … Lavoro! Valori.

Al di là di quanto dicono i dati che a me sembrano chiari, ma i politici interpretano in mille modi diversi, questo nostro Paese, per crescere veramente, ha bisogno di Lavoro. “L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro” scrissero i Padri della nostra Costituzione e parole più vere, anche a distanza di anni, non avrebbero potuto essere trovate. I giovani, i nostri giovani spesso costretti a emigrare e quelli non più giovani a cercare lavori precari o in nero, a inseguire promesse più o meno veritiere. Il 1 Maggio è anche la Festa di chi un Lavoro non ce l’ha: un augurio di potersi realizzare, crearsi una famiglia, impostare il futuro … Ricordo le piazze piene, le bandiere al vento, le grida imploranti il Lavoro, il Lavoro. Pacificamente ma con grande convinzione che il Lavoro crea Valori, non solo economici, ma di vita, di speranze, di rispetto, di democrazia.

Quarto Stato di Pelizza da Volpedo