Sotto esame con … simpatia.

Il nostro presepe ha avuto il piacere di ospitare tanti bambini della scuola, allievi della “maestra Angela”. Contrariamente a sempre, anch’io ho voluto riceverli e mi sono subito pentito di non esserci stato per tanti anni! I bimbi sono eccezionali osservatori, guardano curiosi ogni dettaglio, commentano e fanno domande per chiedere spiegazioni su come si fa una casa, come funziona il fiume, come cambiano le luci del giorno e notte  … E criticano certe posizioni delle statuine, esplorano la grotta del Bambino Gesù e l’interno delle casette, spalancano gli occhi innanzi a prelibatezze sulle tavole del ristorante e sobbalzano nel sentire i versi degli animali … Poi,  domande tipo: “Perché hai fatto le stelle e non il Sole e la Luna?” oppure: “Perché c’è la luce della discoteca?” riferendosi alla lampada di Wood, a anche: “Ma questi che mangiano tanto non potrebbero portare qualcosa alla stalla di Gesù?” … Teneri, innocenti, allegri bambini … Addirittura alcuni si sono messi a studiare la scheda tecnica, dibattendo sulla lunghezza e l’altezza del presepe, sul numero di statuine e lampadine impiegate … E le mamme si son fatte prendere dall’entusiasmo facendo domande sui tempi di costruzione, sulla passione per il presepe o sorridendo alla satira, immancabile nel presepe popolare napoletano e in particolare del … Milanapoletano: una storia millenaria con uno sguardo sull’attualità.

La maestra? Raggiante. Minuti stupendi di un pomeriggio nebbioso: il compenso più bello per oltre un mese di lavori forzati … e mi sono sentito un po’ anch’io un Babbo … Natale.

Letterina a Babbo Natale. Più o Meno

Pubblicata su QuiArese il 22.12.2014:

22 dicembre 2014 – Caro Babbo Natale, ti scrivo ancora una volta anche se ho la barba bianca come la tua… e tu hai più capelli di me! Perché se non sono più “bambino” mi rivolgo a te che sei per tutti noi quasi un‘icona, un Dio? A volte le voci tra umani non vengono ascoltate e allora ti chiedo un regalo. Devi sapere che esiste un luogo che accoglie adulti e bambini, un posto dove passiamo in tanti per accrescere la nostra cultura, per avere informazioni, per fare scoperte in mondi di fiabe o di scienza e conoscere mondi lontani, storia e letteratura. Questo sito non è internet ma si chiama “Biblioteca”. Io ne ho frequentate da piccolo, anche quando nella mia città d’origine non c’era molta usanza e sicuramente non era vista come un servizio, uno strumento popolare ed economico di crescita. Ne ho usufruito da scolaro curioso, da studente scrupoloso: alla facoltà di Ingegneria vi ero come a casa e studiavo, facevo amicizie, raccoglievo appunti perché non potevo comprare i libri e non finirò mai di ringraziare solerti bibliotecari che mi aiutavano nelle ricerche, mi mettevano da parte, a volte di nascosto, i libri di cui necessitavo poco prima di un esame… Ora, da vecchio “Pensionato da salvare”, ho per un’oretta al giorno, il mio “buen retiro”, come tanti, nella Biblioteca Aresina e cerco di tenermi Più o Meno aggiornato… Ma, caro Babbo Natale, come soffro, arrivando al Centro Giada, guardando le condizioni in cui si trova la sede: una tettoia che non c’è più, pali in legno fradici, cartacce e fogliame dappertutto, cestini sempre pieni e quasi mai svuotati… (vedi foto). Mi dirai: se ci sono cartacce e rifiuti vari, vuol dire che qualcuno li mette ed è vero, però ci deve essere qualcuno che provvede a pulire e, in effetti, qualcuno c’è perché alcuni cestini della piazza erano vuoti, oggi, ma la Biblioteca è stata “saltata”. Come un gioco dell’Oca, la pulizia dei cestini della nostra Città ha caselle che vengono superate per giorni e giorni…

Quando piove, poi, per entrare o uscire dalla sede è necessario fornirsi di stivali da pescatore: l’acqua alta non è solo a Venezia! Qualche giorno fa, ho assistito alla volontaria posa di una tavola di legno, da parte della responsabile e delle collaboratrici, per permettere il guado ai bambini. Si, Babbo, i bambini “letterati” sono tanti, fortunatamente, ad Arese e a essi dovremmo insegnare il rispetto dei beni culturali e del sapere, nonché dell’ambiente e dell’igiene. Caro Babbo Natale, Tu hai pazienza, tanta, ma anche noi: se vai a rileggere le letterine di tanti anni fa, troverai richieste di ricevere in regalo quella nuova Biblioteca che tante volte ci è stata promessa, ma non arriva mai! Eppure Tu non sei come la Befana che porta carbone ai bimbi monelli, Tu un regalo lo fai sempre… Noi aspettiamo con la stessa trepidazione di quando aspettavamo che Tu arrivassi dal camino, Più o Meno…

Francesco Gentile   Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese