Ci siamo cascati: forse troppa pubblicità, troppe polemiche, ma anche la voglia di qualche promessa risata dopo una settimana di clausura causa forte raffreddore e tosse, ci hanno fatto scegliere di vedere “Tolo Tolo” il film di e con Checco Zalone. Delusione pazzesca. Una storia fatta di accozzaglia di luoghi comuni, tanto leggera da non lasciare segni, tanto scontata da essere subito dimenticata, eppure l’argomento neorazzismo e immigrazione poteva dare spunti profondi e volendo fare una commedia anche allegra, si poteva fare meglio. La satira può essere feroce anche attraverso una battuta comica, l’importante è che faccia riflettere, Ma qui non vengono fuori notizie interessanti, né frasi che colpiscono. Non siamo nemmeno riusciti a commuoverci per una storia già vista e rivista, farcita, di stupidità e tentativi di musical o, addirittura, di cartoni animati! Un’occasione persa per Zalone e il co-sceneggiatore Paolo Virzì. entrambi in passato hanno fatto grandi cose, questa volta hanno voluto sfiorare un argomento anche politico-sociale, ma non avendo il coraggio di affrontarlo. Attori anche bravi come Souleymane Silla, Manda Touré, Nassor Said Berya, Alexis Michalik. … corrono il rischio di cadere nel dimenticatoio insieme a sacrificati Barbara Bouchet e Nicola di Bari e non basta il ricorso a canzoni Anni ’60 molto famose per creare una colonna sonora accompagnandola anche a canzonette da asilo infantile. Non è questo il cinema all’italiana che ci piace …