Risotto al misto funghi
Ingredienti x 2 p
120 gr di riso
300 g funghi misti surgelati (con porcini, chiodini, ecc)
1 scalogno
½ bicch. vino bianco
20 g burro
Olio evo q.b.
1 litro brodo vegetale
Parmigiano q.b.
Sale, pepe, prezzemolo q.b.
Preparazione
Rosolare lo scalogno, in una padella, con un filo d’olio, unire i funghi risciacquati e scolati, salare e fare insaporire nel condimento, coprire con un coperchio e cuocere per 5 minuti.
Tritare finemente uno scalogno e farlo appassire in una casseruola con il burro ed un filo d’olio. Aggiungere il riso, mescolare con delicatezza in modo da farlo tostare uniformemente. Sfumare il tutto con il vino bianco.
Aggiungere ora il brodo caldo in quantità da ricoprire tutto il riso.
A metà cottura del riso (8 minuti circa) aggiungere i funghi, mescolare e aggiustare di sale.
Mescolare e continuate la cottura del risotto aggiungendo man mano che viene assorbito il brodo bollente.
Una volta pronto il risotto con i funghi, aggiungere pepe, prezzemolo, il parmigiano e mantecare con un cucchiaio di legno.
Impiattare e servire caldo.
New York New York a Milano
Ieri alle Gallerie d’Italia in piazza della Scala, abbiamo visitato la mostra di arte contemporanea “New York New York”: avevamo visto l’altra parte, con lo stesso titolo, al Museo del Novecento dove una grande opera di Andy Warhol ci aveva interessato (tutte le date, gli orari e i costi/agevolazioni, su questo blog alla voce COSA FARE del menù). L’arte contemporanea, così difficile da capire, da interpretare: eppure la varietà di colori, le idee innovative sull’utilizzo della pittura o dei materiali, la fantasia a volte stramba ma sempre con un obiettivo puntuale colpiscono l’attenzione e la curiosità di chi va alla ricerca di cose nuove da vedere e da imparare. Poi le opere possono piacere o non piacere, ma qualcosa in noi resta sempre: un dubbio, una visione, un pensiero, una riflessione, un ricordo, una speranza … Certo, è più facile ammirare la pittura tradizionale, ritratti di paesaggi, di persone più o meno famose, di nature morte che ci danno certezze e ne siamo appassionati, ma quello che lascia la visione di certe opere contemporanee è proprio quella emozione che ci prende e ci portiamo via …
e poi, un poco confuso, l’idea cattiva, una domanda da fare agli amici: “Cosa pensi di quest’ultima foto?”:














