Considerato che due rette parallele non si incontrano mai ma, come i binari possono viaggiare insieme, PD e PdL si illudono che, prima o poi, si arrivi alle convergenze parallele, cosa che già fu dimostrata impossibile tanti anni fa. Sottraendo lucidità al Leader del Centrodestra e aggiungendo una serie di animaletti che seguono il Formigoni si ottiene un insieme non definito detto Alfanismo, che fa maggioranza per il vertice Letta ma abbatte la base che si è già rotta due sfere e spera nell’annullamento di estremismi legati al Teorema Santanchè. Tracciando un triangolo PD-PdL-Scelta Civica, il percorso rettilineo si allunga ma si trasforma in curvilineo, con alta probabilità di caduta, in quanto Più giochi del lemma di Silvio e Meno punti fermi del PD, rendono molto inclinato il piano politico. Ipotizzando la presenza di cinque punti denominati “Stelle” e un rombo detto Maroni che si sdoppia frequentemente in “due Maroni”, prevale il Teorema di Napolitano che dice: “Se nel caos l’equilibrio si tiene, resti il parallelismo. Ma se la crisi economica porta un aumento dei numeri di poveri, disoccupati ed evasori, allora c’è nell’insieme infinito della popolazione, una grande rottura di caos”. Come volevasi dimostrare.
