Sabato pomeriggio all’insegna del caos natalizio. La pioggia. I lavori forzati per il presepe, iniziato ai primi di novembre e ancora da finire … I guasti tradizionali (pisellini non funzionanti anche se riposti con cura, statuine con braccia o gambe rotte anche se conservate sotto imballaggio singolo …) e non (acqua che perde, centralina elettrica in tilt, pistola colla a caldo a funzionamento alternato …), mi hanno tenuto quasi prigioniero in casa per un mese, nervi a fior di pelle e fisico da buttare (più dello standard personale …).
La Committente dei lavori forzati, nonché Collaboratrice volontaria, ha deciso una sospensione per evitare il crollo definitivo e la distruzione isterica del sottoscritto, con consegna in discarica di tutto quanto fatto finora. Siamo andati, per distrarci un po’, alla Fiera degli Oh Bej! Oh bej! a Milano e, tra bancarelle variopinte, odori di fritto e profumo di caldarroste, la quiete dopo la tempesta è arrivata. Anche perché, avendola incontrata tra i visitatori, stavo quasi per rivolgermi per un intervento protettivo e liberatorio a mio favore, lavoratore coatto, contro la ferrea padrona, alla Leader della CGIL … dicendole che sono stato costretto a lavorare anche oltre le otto ore giornaliere … ma la mia consorte mi ha ricordato che tra casa, scuola e presepe lei ne ha lavorato oltre 12 e quindi ho salutato la Camusso e mi sono limitato a farle una foto ricordo di questi giorni stressanti. La serata è finita tranquillamente a casa davanti a una piadina con porchetta fresca, comprata ovviamente al “Mercatino di Natale” …
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