Migliaccio salato napoletano

INGREDIENTI
350 gr di farina di mais
1 l di latte
1/2 l di acqua
80 gr di strutto
60 gr di parmigiano
30 gr di pecorino
250 gr di salame
100 gr di ciccioli
250 gr di provola o caciocavallo
q.b. di sale q.b. di pepe
PREPARAZIONE 
Mettere in una pentola capace il latte e l’acqua e portare gli ingredienti a bollore, aggiungendo anche lo strutto. Raggiunto il bollore unire la farina a pioggia, quindi mescolare bene e velocemente per evitare la formazione di grumi.  Spegnere il fuoco e lasciare intiepidire il composto, quindi aggiungere il parmigiano e il pecorino grattugiati e regolare di sale e di pepe, mescolando bene il tutto. Poi unire il salame napoletano ed i ciccioli tagliati a cubetti, ed infine la provola o il caciocavallo a pezzetti. Imburrare (meglio ancora se con lo strutto) una teglia di 28 cm di diametro (o due più piccole), ed infarinarla con la farina di mais. Quindi versarvi dentro il composto e livellarlo, schiacciandolo con una spatola o un cucchiaio. Infornare il migliaccio in forno preriscaldato a 180° per 50-60 minuti, quindi sfornarlo e lasciarlo raffreddare completamente. Ci vorranno almeno 10-12 ore per far rassodare la torta e permettere agli ingredienti di armonizzarsi al meglio. Servirlo tiepido.
Nota Francescana: Questa goduria a Napoli  di antiche origini, viene preparata principalmente per il Carnevale, è gustosa ed è anche detta:”Pizza ‘e Farenella” perché è fatta con la farina di mais, la polenta … Quindi non si dica che a Napoli non conoscono la polenta …
A me piace anche a temperatura ambiente …

Famiglia Gentile 10 feb 2018

Un grazie, però, al Festival

Le mie severe osservazioni di qualche post fa sul Festival di Sanremo restano valide, ammettendo che, riascoltando le canzoni, ne ho apprezzato qualcuna, come quella che ha vinto (Non mi avete fatto niente) e quella postuma di Lucio Dalla e anche il trio di conduttori è cresciuto superando la prima timidezza (la Hunziker non lo è stata mai …). Un “grazie”, però, lo devo regalare a questa manifestazione: mi ha liberato per una settimana, e forse lo farà ancora per qualche giorno, dalle trasmissioni che durante l’anno, in tutti i giorni e a tutte le ore, ci mostrano bla bla bla di politici, storie drammatiche viste come puro spettacolo, spesso senza rispetto e pietà, creando eroi tra assassini o vittime oppure condannando presunti assassini e vittime inconsapevoli. Torneremo a farci illudere da promesse elettorali e a farci propinare, da giornalisti – attori sulle scene del crimine, facce spesso fintamente commosse o dettagli avuti a pagamento. Ecco: il Festival, pur lasciandoci qualche parola che ci potrà far riflettere (la canzone vincitrice inneggia ad aver coraggio contro il terrorismo, il monologo di Favino sull’esclusione sociale …), ci ha fatto un po’ distrarre da questi lavaggi del cervello quotidiani e ne avevamo veramente bisogno e lo conferma il fatto che milioni di italiani si sono rifugiati nella culla di Sanremo … cercando di prender sonno nonostante il tormentone ” Su le mani … Giù le mani” …

foto da internet