13^ Lezione: Infinità dei numeri primi

Ipotesi: Dato un numero finito di numeri primi, ne esiste un altro diverso da questi.

Tesi: Esistono infiniti numeri primi. (Euclide, 300 a.C. circa)

Dimostrazione: Preso il numero Primo maggio in cui si celebra la Festa dei Lavoratori ogni anno c’è un altro Primo maggio in cui si ricordano i Disoccupati. Partendo da quest’ultimo la logica passa il pensiero al numero Primo maggio degli Esodati che moltiplicato per il Primo maggio dei Pensionati porta al Primo Maggio dei Giovani in cerca di Primo lavoro. Sommando il Primo maggio degli Inoccupati si ottiene il Primo maggio dei Trombati dalla Legge di Fornero che, non annullando il Primo maggio dei Lavoratori Anziani annulla gli spazi per i Lavoratori Precari. Ricordando il primo maggio di Renzi Premier e aggiungendo il Primo maggio di ogni anno partendo dall’origine Primo maggio dopo la manifestazione del 5 settembre 1882 di New York si ottiene comunque un numero minore delle promesse fatte da tutti i Premier precedenti in ogni Primo maggio di ogni colore, di destra o di sinistra. Portando questo numero alla ennesima potenza delle Organizzazioni Sindacali, si deduce che il numero Primo maggio non è unico ma di esso ne esistono reali, fantasiosi, simpatici e musicali, speranzosi o drammatici e quindi INFINITI. Come volevasi dimostrare.

Il Teorema può essere commentato anche su Facebook direttamente cliccando qui “Un pensionato da salvare”

Lasagna sprint alla napoletana

Perché sprint? La pasta è comprata già preparata: oggi se ne trova di buona e sicuramente si guadagna tempo anche se viene a mancare la soddisfazione di: “L’ho fatta io!”.

Ingredienti

Abbondante Ragù alla napoletana – preparato con salsiccia spezzettata e braciole di manzo e di vitello.

500 g pasta fresca formato lasagne (non sottili, da metter direttamente in forno )

500 ricotta di pecora

500 g, fior di latte ben colato  e/ o provola fresca (solo a chi piace …)

Pecorino e parmigiano q.b. 

Per le Polpettine:

400 g  di carne mista ( manzo e maiale )

1 uovo

Pecorino e parmigiano

Prezzemolo , aglio tritato

Sale, Pepe

olio per friggere 

Preparazione 

Preparare il giorno precedente il ragù e le polpettine fritte e piccolissime.

Stendere in una teglia alta e larga uno strato di ragù, le fettine di lasagna leggermente sovrapposte e cominciare ad alternare gli strati:

uno di polpettine , ragù e parmigiano ,

poi uno strato di pasta, ricotta, ragù ,

poi ancora pasta, fiordilatte, ragù

e continuare a ripetere la procedura  fino ad esaurimento degli ingredienti.

Terminare con uno strato di  pasta ricoperta dal  ragù e da un’ abbondante spolverata di parmigiano misto a pecorino. Smuovere leggermente la teglia per permettere agli ingredienti di assestarsi ed infornare in forno caldo a 200 gradi finché non si formi una crosticina  dorata ( ci vorrà circa mezz’ora) .

Lasciare riposare fuori dal forno e servire quando è ancora calda.

 

Foto Famiglia Gentile –  2014

Foto Gentile – 15 feb 2015

Famiglia Gentile – 17 febbraio 2018

Braciole al ragù

Ingredienti

Per le braciole ( involtini )

4-6 fette di manzo   ( dalla coscia o noce )

Pinoli q.b.

Uva sultanina q.b.

Prezzemolo

Aglio

Pecorino q.b.

 

Per il ragù

 

1 bottiglia Salsa di pomodoro passata

1 kg Pelati tritati

1 cipolla

1 bicchiere Vino rosso

Basilico

Sale

Pepe

Olio evo

Preparazione 

Stendere le fette di carne sul tagliere,cospargerle di uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida e poi strizzata, di pinoli, prezzemolo e aglio tritati, aggiungere una manciata di pecorino grattugiato, sale e pepe. Arrotolare le fette  e chiuderle con stuzzicadenti o filo di cotone ( che poi sarà tolto prima di servire) .

In una pentola alta e capiente far rosolare la cipolla tritata e lasciarla imbiondire, aggiungere le braciole e lasciare rosolare da tutti i lati.

 Versare il vino rosso e far evaporare.

Aggiungere i pomodori pelati e la salsa passata, una manciata di basilico fresco, salare, pepare, coprire con coperchio  e portare ad ebollizione, solo allora abbassare la fiamma e a, fuoco molto basso ( il ragù deve “pippiare”), lasciar cuocere il ragù per circa 4 -6 ore, mescolando delicatamente ogni tanto.

 Il ragù sarà pronto quando risulterà ben denso, allora si potrà condire la pasta, rigorosamente corta e grossa ( come i “ paccheri ”…), e mangiare le braciole come seconda pietanza.

Foto Famiglia Gentile