A scuola! A scuola!

Si torna a scuola, ancora in tempo di Covid, sotto due input: regole, sicurezza.. Non temete, ragazzi, ma dovete essere contenti di rivedere compagni, docenti, presidi, personale vario e i complici bidelli … e soprattutto dovete avere voglia di imparare, conoscere le meraviglie della Terra, dello spazio, della storia, delle scienze, dei numeri e dovete confrontarvi per sostenere le vostre idee e imparare a vedere le cose da vari punti di vista, ammettendo errori, riconoscendo il pensiero degli altri, spiegando le vostre ragioni, i doveri, i valori, i diritti, le persone tutte.

Non temete, dirigenti, docenti, ma riprendete in coscienza e impegno la vostra missione, trasmettendo esperienze e conoscenze, ascoltando e parlando agli allievi, facendone amici e avendone rispetto. Il momento delicato, dopo grandi sacrifici e perdita di giorni di libertà, di comunione e di comunicazione dal vivo, vuole che si recuperi tutto il bello del mondo scolastico di cui Voi siete fortemente protagonisti e responsabili: il futuro è dei giovani che Voi preparate.

Problemi? Tanti. Promesse? Tantissime. Soluzioni: spesso lontanissime. Come sempre, pandemia o non, la scuola è stata trascurata sia nelle strutture che nei riconoscimenti e riforme su riforme si sono moltiplicate nel tempo, spesso sconvolgendo le precedenti o negandole, eppure con i sacrifici e vera passione dei vari attori, si è andati avanti. Oggi, più che mai, non bisogna temere di essere insieme: le distanze devono essere minime e come muri devono essere abbattute. Con intelligenza, attenzione, educazione, convinzione, senza ascoltare cattivi consiglieri … Buon Anno Scolastico a tutti.

20 anni dall’incubo, nell’incubo.

“Dove mi trovavo 20 anni fa?” Tutti, oggi pongono a se stessi questa domanda. Venti anni fa una tempesta dalla forza inimmaginabile si abbatté su tutto il Mondo. I morti furono migliaia ma i colpiti nella mente e nel cuore furono e sono ancora oggi milioni, miliardi …

Dov’ero io: a lavoro, nel mio ufficio. Improvvisamente, alcuni collaboratori mi chiamarono in sala gestione e controllo dove sui maxischermi scorrevano le immagini dell’attacco alla prima Torre. Tutti sgomenti i miei ragazzi, incredulo io, ci guardavamo e attraverso le espressioni dei volti ci chiedevamo, senza parlare, cosa stesse accadendo e perché. Poi in diretta veniva trafitta la seconda Torre e fu chiaro che il primo aereo non aveva colpito casualmente il grattacielo,  non era stato un incidente ma un atto voluto, studiato, portato a termine chissà da chi … Le Torri Gemelle crollarono sotto i nostri occhi e a quel punto cercammo di metterci in contatto con i nostri familiari e amici, molti erano, come mia moglie, a lavoro ed erano ignari, poi ci fu il passaparola e l’angoscia inondò gli animi: i rapporti internazionali e la vita delle persone stavano cambiando. Alle prime ipotesi di attacco terroristico, le domande divennero una sola domanda: ora cosa accadrà nel mondo? Un silenzio così, in quella sala non l’avevo mai “sentito”: eravamo un gruppo unito nella commozione mentre dalle Torri tante persone si lanciavano dalle finestre per volare verso l’ignoto … Noi eravamo addolorati e smarriti, a migliaia di chilometri da quelle due Torri a New York, U.S. sotto la torre di Telecomunicazioni a Rozzano, Italia.

Torre TLC – Rozzano MI (foto da internet)