Ooh, Inter …

“Siamo al 90° minuto e ci sono ancora 3 minuti di recupero: Sassuolo 1 – Atalanta 1 …” Ho preparato una foto che avevo scattato qualche anno fa a Milano, un poster dei giocatori rappresentativi dell’Inter e avevo deciso di tenerla conservata perché, prima o poi, sarebbe tornata utile … Ho aggiunto la dicitura per ringraziare la Squadra e mi sono messo in speranzosa attesa. Appena il radiocronista ha gridato: “La partita è finita,  l’Inter è Campione d’Italia, ho premuto il click su Facebook e inserito la foto, quella foto che ha accompagnato la speranza di un riscatto della “pazza” Inter contro il predominio della Juventus … Sono assalito da un brivido di felicità: 11 anni fa l’ultimo scudetto nell’anno del Triplete con José Mourinho …

Subito dopo lo squillo del telefono e un urlo: “Grande! Siamo Campioni! … Io vado a fare un giro per smaltire l’ansia di un anno e degli ultimi minuti di questa partita che non giocavamo, ma alla quale eravamo strettamente legati … Che fai? Vieni anche tu?”. Ho subito aderito: anch’io avevo voglia di smaltire una sbornia che era dentro e voleva esplodere. Mi sono vestito freneticamente mentre carovane di tifosi si radunavano in piazza Duomo, purtroppo senza seguire le regole anti Covid, cosa ingiustificabile perché si può anche festeggiare con rispetto per gli altri, dei ricoverati e dei morti.

Sono arrivato al punto d’incontro con il mio cappellino con lo stemma dell’Inter, che non indossavo dall’ultima volta che andammo allo Stadio tanti anni fa, e la mascherina con i loghi nerazzurri e ho visto che anche lui aveva la mascherina uguale … Esultanza, gomitate di saluti e abbraccio ideale e poi, con molta tranquillità abbiamo fatto un giro lungo i sentieri della nostra Cittadina, liberando le lunghe attese, gli sfoghi di forti delusioni e condanne per i cambi continui di allenatori e proprietà … Abbiamo passeggiato, anche con lunghi silenzi, guardando l’azzurro del cielo e il nero di merli canterini … Abbiamo incontrato poche persone: alcune ci facevano segno di vittoria, altre abbassavano lo sguardo e noi con dignità, con fierezza, ci siamo goduti rari momenti di pura felicità … Senza urlare, senza salire sui monumenti, senza abbattere transenne, senza rischiare contagi per noi e per gli altri. Una solitudine voluta, desiderata e goduta come quei momenti che ti … prendevano … subito dopo aver fatto all’amore … “Amala, Pazza Inter … Amala! … È il cuore nerazzurro che si fa sentire”.

 

1° Maggio … occasione di riscatto.

Oggi, causa Covid, sentirò di più la mancanza dei cortei, forza dell’unità dei Lavoratori e dei loro diritti. Mio padre mi ha sempre portato con lui fin da quando ero bambino, tra migliaia di persone decise, concrete, spesso arrabbiate, forse idealiste … I valori in cui credo me li ha insegnati lui … Solo qualche giorno fa abbiamo celebrato la Festa della Liberazione ma da qualche anno, ormai, si stanno perdendo le convinzioni su molte Giornate storiche e manifestazioni: sono vissute con poca partecipazione e occasione di gite fuori porta. Un popolo non deve piangere su se stesso, ma impegnarsi per migliorare le sue condizioni e il Paese in cui vive.

25 Aprile

I nostri padri e nonni ci regalarono la LIBERTA’ e tanti soffrirono, tanti anche morirono. Oggi quell’eredità la stiamo poco a poco dissipando, pensando di non avere più Invasori, ma non è così. Il più feroce, oggi, è il Covid e come stupidi, dimentichi degli eroismi di allora, contestiamo le mascherine, i vaccini, gli orari limitati … Invasori, a volte invisibili, ci circondano: i politici incapaci e disonesti, i burocrati corrotti, gli evasori, li malavitosi, i violenti fuori e dentro le mura domestiche, gli oppressori di diritti civili … Un elenco infinito, un esercito enorme sotto la bandiera del Dio Denaro, dell’Egoismo e della Bugia. E dobbiamo sperare di poter ancora esprimere le nostre opinioni, anche se già la Libertà di pensiero, di satira spesso viene maltrattata.

Grazie Papà, per i valori che mi hai trasmesso e che ogni giorno, spesso con difficoltà, cerco di rispettare.